E’ stato firmato oggi al Ministero dello Sviluppo Economico l’accordo sulla vertenza Natuzzi. Un accordo importante che scongiura definitivamente i licenziamenti nell’impresa del settore dei divani.

“Il nuovo progetto industriale “esuberi zero”, sottoposto a referendum tra i 2000 dipendenti e approvato con un consenso dell’86% “è un dato straordinariamente importante – dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – perché in discontinuità con il passato aziendale caratterizzato da forti conflitti sindacali. Anche per questo va il mio plauso ad azienda e sindacati. Esprimo soddisfazione ed apprezzamento anche perché la Regione Puglia ha avuto, presso la Cabina di Regia ed avrà in futuro un ruolo determinante per la realizzazione del progetto”.

Natuzzi internalizzerà tutte le attività di realizzazione e di lavorazione delle componenti dei fusti in legno e delle parti in gomma dei divani, fermando così le delocalizzazioni e le esternalizzazioni. Per far questo sarà attivato immediatamente un nuovo sito produttivo ad Altamura, attuando un investimento di oltre 30 milioni di euro per la costruzione di un nuovo capannone e di impianti industriali fortemente innovativi.

“La Regione Puglia parteciperà al contratto di sviluppo con 10 milioni di euro – ha aggiunto il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Antonio Nunziante – e monitorerà l’andamento dell’investimento affinchè venga rispettata la scadenza temporale di 24 mesi entro i quali avviare la nuova produzione”.

 “La Regione è pronta a fare la sua parte – ha dichiarato l’assessore alla Formazione professionale Sebastiano Leo – per le esigenze di riqualificazione e di formazione professionale dei 550 lavoratori che saranno impegnati nel progetto”.

Secondo il presidente della Task Force per l’occupazione, Leo Caroli, “i sottoscrittori del nuovo accordo, oltre a concludere una positiva fase di negoziazione che sarà utile anche per la gestione di ogni altra vertenza, si sono assunti anche la grande responsabilità di traguardare la piena attuazione del piano industriale e di investimenti nel limite dei 24 mesi”. “Se non ci riuscissero – conclude Caroli – il sistema delle parti che hanno firmato oggi perderebbe credibilità e alimenterebbe la sfiducia dei lavoratori. Per questo la Task force convocherà periodicamente tavoli interregionali con la Basilicata per il monitoraggio dello stato di attuazione dell’accordo”.

Cosa prevede il piano

Il piano prevede la specializzazione dei siti produttivi per linee di prodotto e una nuova organizzazione del lavoro basata su un unico turno al fine di rendere più efficiente l’operato dei collaboratori, migliorarne la qualità della vita. Ogni stabilimento si specializzerà su un cluster di prodotto per favorire lo sviluppo di un know-how specialistico e incrementare la qualità dei prodotti Natuzzi stessi.

Il piano dà il via all’internalizzazione delle attività del semilavorato fusto e gomma nel processo produttivo italiano. Si tratta di attività fondamentali per il core-business di Natuzzi che saranno realizzate in un nuovo stabilimento produttivo da costruire nelle vicinanze di Iesce 2. Questo nuovo assetto industriale garantisce l’occupazione di 1.514 collaboratori a tempo pieno sulle sedi di Ginosa, Iesce 1, Iesce 2, Laterza, La Martella e Sede centrale di Santeramo in Colle. I restanti 603 dipendenti saranno riqualificati – attraverso un importante attività di formazione professionale – per le nuove attività internalizzate da Natuzzi.

Il Piano Industriale approvato richiederà per la piena realizzazione tempi di attuazione stimati entro 24 mesi e sarà subordinato all’accesso al piano di investimenti – regolato da Invitalia – pari a 36 milioni di euro e all’ottenimento dell’ammortizzatore sociale per la gestione di tutto il personale da riqualificare.

Antonio Cavallera, Direttore Generale Operativo Natuzzi ha dichiarato: “L’intesa sul Piano Industriale rappresenta un punto di svolta importante per lavorare al pieno recupero della nostra competitività e qualità, salvaguardando l’occupazione nei nostri stabilimenti in Puglia e Basilicata. Azienda, Sindacati e Istituzioni hanno fatto quadrato e hanno dato vita a un percorso condiviso all’insegna della responsabilità e della fiducia reciproca. L’obiettivo di tutti è quello di continuare a competere nel mondo ed esportare i nostri prodotti partendo dall’Italia: il Paese in cui continuiamo a credere e a investire. Il Piano Industriale Natuzzi Italia, per il suo elevato valore legato anche al rilancio delle attività industriali nel territorio del Mezzogiorno, rappresenta di fatto una scelta strategica di interesse generale”.

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