Si è svolta questa mattina, in largo Amendoni, a Bari vecchia, la cerimonia in ricordo di Michele Fazio, vittima innocente di mafia, a 17 anni dal suo tragico omicidio per mano della criminalità organizzata. La cerimonia è stata organizzata dall’associazione culturale “Michele Fazio”, dalla Regione Puglia, dal coordinamento regionale di Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie e da Arci Bari in collaborazione con l’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari.

“Questa non è una manifestazione che organizziamo per abitudine o per dovere istituzionale e, soprattutto, non è una manifestazione formale – ha spiegato il sindaco di Bari Antonio Decaro nel corso della cerimonia -. È un’occasione per stare insieme, lo facciamo ormai da tanto tempo. Sono trascorsi 17 anni da quel tragico evento e questa città, fortunatamente, è cambiata da allora. All’epoca Bari era più omertosa, non era abituata a reagire preferendo, magari, girare la testa dall’altro lato, sceglieva di restare in silenzio e non parlare”.

Decaro ha proseguito: “Se le cose sono cambiate lo dobbiamo sicuramente al grande lavoro portato avanti negli anni dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, ma lo dobbiamo anche a questa straordinaria comunità raccolta attorno all’impegno di Pinuccio e Lella Fazio, a una città che sta cambiando, che ha preso consapevolezza. Era incoscienza, paura quella che ci prendeva quando accadevano questi episodi drammatici? Non lo so. Di certo so che oggi non è più così”.

Il sindaco ha anche indicato ciò che andrebbe fatto per il futuro: “C’è tanta strada da fare ancora, il percorso è lungo e complesso ma è cominciato ed io sono orgoglioso di essere il sindaco di una città che reagisce, in cui vivono commercianti e imprenditori onesti che denunciano le estorsioni costituendosi parte civile nei processi. Questo è un fatto importante per una città come la nostra, che deve ancora eliminare quella zona grigia in cui la legalità si confonde con l’illegalità, che tollera chi incontra un criminale e gira la testa dall’altra parte. E invece bisogna avere il coraggio di guardarli negli occhi, i criminali: sono loro a doversi vergognare, non noi. Esistono il bianco e il nero, non può esserci una zona grigia. Stefano Fumarulo – ha aggiunto – mi ripeteva spesso che era necessario tirare una linea che dividesse i buoni dai cattivi. Il nostro compito è quello di tirare dalla parte dei buoni quanti più cattivi possibile. Quella zona grigia consente la proliferazione della criminalità organizzata, è come una sorta di erba infestante che, se trova l’humus, diventa difficile da eliminare. È arrivato il momento di eliminare definitivamente questa erba e, contemporaneamente, anche il terreno del quale si nutre. E oggi, da questa piazza, attraverso questa straordinaria piccola comunità – ha concluso il sindaco nella comunità più grande, quella barese, facciamo partire questo messaggio”.

La commemorazione proseguirà alle 17 con un torneo di calcetto dedicato a tutte le  vittime innocenti di mafia che avrà luogo  nei campetti “Michele Fazio”, a Bari vecchia, e si  concluderà alle 19 con la messa nella Cattedrale di San Sabino.

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