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Metti una bella frittura di paranza. Sapore di mare, sapore di plastica. Sì, perché la grande quantità di plastica e microframmenti plastici presenti nei mari rischiano di arrivare sulle nostre tavole, specie se si pensa che le 50 specie di pesci che mangiano plastica lo fanno in maniera consapevole, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. Quello della plastica in mare è un problema sempre più evidente – e verso il quale sta anche aumentando la sensibilità di molti cittadini e associazioni – e i rifiuti che arrivano sulle spiagge sono solo una percentuale minima.

A fotografare tristemente la situazione sono i dati raccolti da Legambiente Puglia in vista di Spiagge e Fondali puliti – Clean Up the Med. Sulle sei spiagge monitorate in Puglia – Parco Cimino a Taranto, spiagge Marchese, Mirante, D’Ayala, e Piri Piri a Maruggio, e la spiaggia sulla litoranea Pietro Mennea a Barletta, per un totale di 54.400 metri quadri – sono stati trovati una media di 516 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia per un totale di 3093 rifiuti. Dato confermato anche nelle 10 aree costiere monitorate da Arpa Puglia.

La plastica resta il materiale più presente nei litorali pugliesi, con il 92 per cento degli oggetti rinvenuti sulle sei spiagge monitorate dai circoli di Legambiente Puglia, carta e cartone, vetro e ceramica e metallo costituiscono meno del 6 per cento dei rifiuti trovati. Nella top ten dei rifiuti, tappi e bottiglie di plastica, stoviglie e bicchieri monouso, cotton fioc e reti per la coltivazione dei mitili sono gli oggetti più presenti sulle spiagge pugliesi.

“Per diminuire la plastica in mare, i cittadini devono cambiare gli stili di vita: utilizzare meno plastica possibile, smaltire i rifiuti in maniera corretta. Spesso i rifiuti che troviamo in mare sono quelli che buttiamo nel water o nel lavandino e che compromettono il corretto funzionamento del sistema fognario e degli impianti di depurazione” spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. Legata a questa criticità è la campagna “Non si butta un tubo nei tubi”, vademecum dei comportamenti da tenere per favorire una corretta depurazione delle acque.

Un segnale importante, per la Puglia, arriva anche dall’accordo sottoscritto nei mesi scorsi tra il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica (Corepla), la Regione Puglia e l’Agenzia territoriale della Regione per il servizio di gestione dei rifiuti (Ager), con l’obiettivo di incrementare la raccolta differenziata di plastica e recuperare, con l’aiuto dell’associazione Pescatori e dell’Autorità portuale, i rifiuti di plastica che finiscono in mare.

 


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