Prosciutto, salamini, tonno, sugo alle vongole. E’ vasta la gamma di prodotti ritirati di recente dagli scaffali dei supermercati italiani perché rischiosi per la salute, a causa della presenza o possibile presenza di listeria, salmonella o botulino. Numerosi i casi segnalati nell’ultimo mese.

L’ultima “allerta” del Ministero della Salute è di quattro giorni fa e riguarda un lotto di salamini prodotti dalla bresciana Cavalieri Carni, con data di produzione 16 maggio 2018 e scadenza 16 maggio 2019, richiamati dal mercato per presenza di Salmonella spp. Con questa motivazione è stato richiamato dagli scaffali dei supermercati perché considerato potenzialmente pericolosi per la nostra salute.

Ma il mese di luglio è stato costellato di allarmi. Lo scorso 4 luglio il “colpevole” è stato il botulino, l’allerta riguardava alcuni lotti di pesto confezionato, per un sospetto rischio microbiologico e ha chiesto l’immediato ritiro. Il prodotto in questione è il pesto di finocchietto e mandorle venduto col marchio “Segreti di Sicilia” e realizzato dalla ditta Frantoi Cutrera srl.

Tre giorni dopo è partito dalla britannica Greenyard Frozen UK il ritiro di prodotti a base di mais dolce che, con altri surgelati, avrebbero provocato 47 casi di Listeria (con 5 morti) in diversi Paesi europei. Prodotti che in precedenza anche l’Ungheria aveva messo al bando. A lanciare l’allerta alimentare, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Un’allerta rilanciata anche dal Ministero della Salute in Italia e a stretto giro Findus ha ritirato diversi lotti di quattro tipi di minestroni in via precauzionale e una linea di minestroni è stata richiamata da Lidl in Sicilia, per i prodotti a marchio Freshona.

Sempre a scopro precauzionale è sparito dai supermercati un lotto  di Pecorino toscano Dop Stagionato con marchio Pascoli Italiani, commercializzato col nome di “Spesa intelligente” per la presenza di Listeria monocytogenes in 350 g. e un lotto di Mettwurst – insaccato crudo spalmabile, prodotto da Metzgerei Kiem Gmbh in provincia di Bolzano e venduto in tre negozi al dettaglio, per la presenza di Listeria monocytogenes in 250 g. Il 12 luglio la lista dei prodotti ritirati precauzionalmente per presenza del batterio si è allargata a un lotto di prosciutto cotto Quanto Basta Fiorucci. L’ultimo richiamo dal commercio in ordine di tempo, causa listeria, riguarda cinque lotti di salsa di fegato a marchio Cir Sas, prodotta in Umbria.

Il 10 luglio, per tracce di proteine delle uova non presenti nella lista ingredienti, Coop ha invece richiamato il sugo alle vongole “Le conserve della nonna” da 190 grammi. Un rischio che, in questo caso, riguardava nella fattispecie le persone allergiche o intolleranti alle proteine delle uova. Istamina oltre i livelli consentivi ha portato invece al blocco della vendita e al ritiro di un lotto di fette di tonno pinne gialle Nordic Seafood A/S Melega & Prini srl, prodotto dalla Central Western Pacific – Indonesia.

Rischio di contaminazione batterica anche per 38 scatole di latte Guigoz, richiamate per precauzione dalla Nestlè, il 14 luglio. Si tratta di prodotti in fase di test industriale, non destinati alla vendita e integrati per errore “nel circuito di distribuzione delle farmacie”. Negli Stati Uniti McDonald’s ha smesso di vendere insalate in 3.000 ristoranti per la possibilità che la lattuga che usano sia contaminata: una malattia intestinale, che ha causato vomito e diarrea a dozzine di consumatori, potrebbe essere collegata poprio alle insalate vendute nei loro ristoranti nel Midwest degli Stati Uniti.

(Foto Connectfood.com)

 

 

 

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