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Un piano di monitoraggio e di rilevazione delle “molestie odorigene” prodotte dall’impianto di trattamento dei rifiuti situato nella zona industriale, nel territorio di Modugno. Il diktat arriva dalla Regione Puglia e dall’Arpa nei confronti della Tersan.

Il sistema deve utilizzare i nasi elettronici, una modalità rapida di misurazione del cattivo odore chiesta dal Comune di Modugno che sta conducendo da anni una dura battaglia in difesa del diritto della popolazione modugnese ad avere un’aria respirabile.

“Tersan  – spiegano dal Comune di Modugno – deve rispettare le prescrizioni chieste dal Comune di Modugno nel 2015 – quando le fu concessa dalla Regione l’Autorizzazione Integrata Ambientale – relativamente al monitoraggio delle emissioni odorigene a camino e al confine dello stabilimento. L’amministrazione Magrone aveva infatti prescritto alla Tersan la verifica della molestie olfattive con un sistema di monitoraggio delle concentrazioni odorigene nell’aria (allora sistema Odortel) che segnalasse in tempo reale il fenomeno, con la geolocalizzazione della segnalazione e con successiva attività di controllo delle emissioni a camino”.

L’anno scorso, il Tar Puglia, investito dal ricorso Tersan, aveva anche confermato come valide le prescrizioni del Comune di Modugno. Tersan ha presentato alla Regione un piano di monitoraggio delle emissioni odorigene sul quale è dovuta intervenire nuovamente l’Arpa Puglia (Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente), la quale, con riferimento ad alcune fasi del monitoraggio non contemplate dalla proposta Tersan, si è così espressa: “stante la criticità del sito industriale, la sua prossimità all’area urbana, la tipologia del processo produttivo e la mole di segnalazioni di molestia che nel tempo pervengono all’agenzia, si ritiene che tale tipo di indagine (piano di monitoraggio odori a camino) debba essere reintegrata nel protocollo di monitoraggio”.

Le segnalazioni dei cittadini circa il cattivo odore nell’aria modugnese diffuso dall’azienda di compostaggio, descrivono un fenomeno che, seppur ridimensionato e intermittente, resta in alcune aree del paese costante, sgradevole e molesto al punto da provocare nausea, capogiri, irritazioni delle vie respiratorie.

Ricevuto il parere dell’Arpa, il Dirigente della Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia, ha disposto il 6 agosto scorso che Tersan dovrà “predisporre al più presto, e in ogni caso prima della sua messa in operatività, il protocollo di gestione del sistema di campionamento, sia per la modalità automatica sia per quella manuale, da condividere preventivamente con ARPA Puglia. Successivamente, al termine del periodo di sperimentazione dei nasi elettronici quali interfaccia del sistema di monitoraggio in continuo e attivatori dei campionatori aria ambiente al confine, il protocollo di gestione dovrà essere integrato con le modalità di attivazione e gestione nasi. (…) Circa i tempi prospettati nel crono programma per la realizzazione e la messa a regime del sistema di monitoraggio, dovrà procedere il più celermente possibile, compatibilmente con i tempi previsti dalla fornitura nella considerazione che il fenomeno di molestia olfattiva percepito dalla popolazione residente nell’intorno dell’impianto richiede carattere di urgenza nell’attività di monitoraggio e controllo.”

Il sistema di monitoraggio, raccomandano ancora Arpa e Regione Puglia, dovrà essere operativo per l’intera durata del ciclo di vita dello stabilimento.

Pronta la replica dell’azienda. “Nessuna imposizione. Normali passaggi di un procedimento autorizzativo per un progetto presentato da Tersan Puglia. La società intende precisare che, diversamente da quello che si vuol far credere, Arpa Puglia non ha indirizzato alcune lettera all’azienda ma, nel normale procedimento di autorizzazione di una variazione non sostanziale del sistema di monitoraggio degli odori, ha espresso alla Regione il proprio parere favorevole con prescrizioni, come succede nella maggior parte dei casi. Prescrizioni che la Regione ha inserito nella delibera autorizzativa del progetto Tersan di monitoraggio odorigeno al confine e al recettore e che ora può finalmente essere realizzato, ottemperando come sempre a tutte le prescrizioni”.


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