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Terlizzi, all’ospedale chiude anche Chirurgia: “Smantellamento scriteriato, senza polo unico del nord Barese”

Pubblicato da: redazione | Mar, 7 Marzo 2023 - 20:14
Ospedale Terlizzi
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Un trasferimento di pazienti e personale sanitario nell’unità di Medicina, che ha praticamente azzerato il reparto di Chirurgia. Un accorpamento che sa di chiusura, una riconversione che odora di smantellamento per Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia. “Ultima vittima del piano-bulldog del governatore-assessore alla Sanità Emiliano, il reparto di Chirurgia – scrive Damascelli – praticamente azzerato con il trasferimento di pazienti e personale sanitario nell’unità di Medicina. Sulla carta un accorpamento, di fatto la chiusura di un intero piano, per il cui blocco operatorio erano stati spesi ben 2milioni e 400mila euro meno di dieci anni fa”.

Damascelli è uno dei più forti oppositori del “piano di riordino ospedaliero lacrime e sangue, che sta distruggendo completamente la sanità senza peraltro produrre gli annunciati risparmi in termini economici”, come scrive in una nota.

Il consigliere regionale bolla come un incredibile sperpero di denaro pubblico, la chiusura di sale operatorie riqualificate con un investimento importante. “L’aspetto ancor più grave è la chiusura della chirurgia senza la contestuale attivazione dell’ospedale unico di primo livello del nord barese – aggiunge Damascelli – dove si dovrebbero effettuare gli interventi finora eseguiti negli ospedali che il Governo regionale sostiene di riconvertire, ma che in realtà chiude. Dove saranno operati i pazienti in lista d’attesa? Stando alle promesse del presidente i reparti di chirurgia sarebbero stati riconvertiti, ma solo dopo l’apertura dell’ospedale di primo livello del nord barese che avrebbe dovuto garantire un’assistenza chirurgica adeguata ad un bacino d’utenza popoloso ed esteso. Nulla di tutto questo, invece: qui si chiude e si dismette, mentre del famoso ospedale del nord barese non è stata ancora individuata neppure la sede”.

Per Damascelli il dato di fatto è che sul territorio c’è una sala operatoria in meno: “La Carta di Ruvo firmata da Emiliano ad ottobre 2016 in presenza di cittadini, operatori sanitari e amministratori comunali, con l’impegno di realizzare in tempi brevi l’ospedale unico di primo livello del nord Barese, resterà carta straccia?”.

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