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Con la delibera 1690 dello scorso 24 settembre è stata aggiudicata dalla Asl di Brindisi, a seguito di apposita procedura ad evidenza pubblica, la gara relativa alla fornitura quinquennale a favore di tutte le amministrazioni sanitarie della Puglia di sistemi diagnostici innovativi e di ultima generazione per la prevenzione e l’individuazione del carcinoma del collo dell’utero attraverso il ricorso al test di screening primario HPV-DNA nelle donne a rischio.

“Negli scorsi mesi – commenta il consigliere regionale Enzo Colonna – mi ero interessato direttamente a questo tema, anche attraverso la presentazione di una interrogazione consiliare al presidente Michele Emiliano per evidenziare proprio la necessità che la Regione Puglia adeguasse i propri programmi in materia di contrasto a questo tipo di patologia adottando il nuovo modello previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018”.

Con il test HPV-DNA saranno sottoposte a screening tutte le donne nella fascia di età 30-64 anni con un esame da effettuarsi ogni cinque anni finalizzato a individuare la presenza nel Dna del virus HPV (papilloma virus umano), ritenuta una tra le principali cause del cervicocarcinoma. In tal modo il Pap test, sinora utilizzato ogni tre anni per lo screening, sarà effettuato solo in una seconda fase e solo alle donne risultate positive al test HPV.

Per le donne di età inferiore a 30 anni, invece, si proseguirà con il Pap test a cadenza triennale. La Puglia, dunque, si adegua al Piano di Nazionale di Prevenzione 2014-2018 al pari di poche altre regioni (visto che dagli ultimi dati disponibili relativi al 2017 solo Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana Umbria e Basilicata avevano provveduto in tal senso).

“Ora – conclude Colonna – auspico che tutte le amministrazioni sanitarie della Puglia completino rapidamente le procedure amministrative con la stipula dei contratti e l’adozione di tutte le necessarie misure organizzative al fine di consentire che nel più breve tempo, possibilmente già a partire dall’inizio del prossimo anno, questo importante servizio possa effettivamente essere assicurato alle donne pugliesi”.


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