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Si continuano a cercare possibili soluzioni nell’ambito scientifico per debellare la Xylella fastidiosa in Puglia o per lo meno per una convivenza con il batterio, attraverso tecniche colturali e varietà specifiche affinché nella zona infetta si possa, in futuro, tornare alla normalità e alla ripresa della coltivazione dell’olivo.

Tuttavia, “la normativa cambierà e prevedrà una struttura operativa nazionale in grado di mettere in atto interventi risolutivi qualora siano necessari, senza demandare totalmente alle periferie, spesso depotenziate e in carenza di personale, come avvenuto sinora”. È quanto sostiene il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) nel riferire gli esiti del nuovo ciclo di audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva legata alla diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia, condotta dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, a cui ha partecipato Bruno Caio Faraglia, funzionario responsabile del Servizio fitosanitario centrale del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

«Se il Servizio fitosanitario nazionale ha indirizzato la Regione Puglia sulle procedure da mettere in atto previste dalla quarantena, non si è verificata purtroppo quella tempestività d’azione pratica da parte dell’Ufficio regionale sin dal primo rinvenimento a Li Sauri in Salento”.


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