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Tagliare la spesa ed esternalizzare il servizio di assistenza agli alunni disabili nelle scuole causerebbe “un danno mostruoso a 700 operatori che lavorano nel settore in favore degli alunni con disabilità nelle scuole pugliesi”. Per questo il governatore pugliese Michele Emiliano dovrebbe rivedere la decisione di tagliare la spesa e di esternalizzare il servizio affidando le mansioni a cooperative. E’ la richiesta del personale specialistico di Educatori/Educatrici professionali, Assistenti alla Comunicazione Lis, ed altre figure che svolgono un servizio di supporto agli alunni negli istituti di Bari e provincia e che stigmatizzano la “decisione dell’Assessorato al Welfare della Regione Puglia, assunta in maniera unilaterale”.

Secondo gli operatori, che lamentano una precarietà storica del servizio, “la Città Metropolitana di Bari aveva già tentato maldestramente di indire, lo scorso novembre, un nuovo Bando per una ennesima selezione di personale” con requisiti irraggiungibili da tutti e reso illegittimo dal Tar. Ora la decisione della Regione di tagliare la spesa crea un “danno economico che mortifica e aggrava ulteriormente il lavoro, già precario, attraverso un compenso risibile e vergognoso”.

“Questa scelta – scrivono gli operatori – ha gettato nello sconforto centinaia di famiglie di soggetti affetti da varie disabilità che si sono visti venir meno figure qualificate che ormai erano diventate, nella continuità, figure di riferimento positive. A ciò si aggiunge che, qualora gli Educatori ed Assistenti alla Comunicazione LIS, venissero utilizzati nelle Cooperative, il loro compenso sarebbe ancora più mortificante di quello attuale, considerata la professionalità con cui da anni svolgono il loro delicato compito”.

Gli educatori, nei limiti delle otto ore a settimana e in condizioni di piena attività scolastica, percepivano 136 euro settimanali a 544 mensili, escluse imposte e detrazioni varie. Con l’esternalizzazione del servizio alla cooperativa vincente la gara d’appalto, si scenderebbe a un compenso di 72 euro settimanali e 288 mensili. “Sono le cifre che parlano di vergogna  – prosegue la nota – nei confronti di personale specializzato che offre un delicato servizio nei confronti di soggetti in condizioni di disabilità. Ancora più vergognoso è strumentalizzare il ricorrere all’autorità giudiziaria, disegnandolo, paradossalmente, come ingratitudine verso la Città Metropolitana di Bari e la Provincia Bat sottacendone invece, la finalità che è quella di difendere (quanto meno) il rapporto di lavoro diretto con dette Amministrazioni, attualmente allineate con la esternalizzazione. E’ evidente che l’ideale sarebbe quello di combattere la precarietà per una stabilizzazione in ottemperanza alle linee di principio sancite dalla UE”.


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