A Bari non c’è crisi del mattone. Cresce il numero di cantieri per l’edilizia abitativa tra nuove costruzioni destinate ai privati (zona Noema a Poggiofranco, palazzine a san Girolamo lato waterfront, via Amendola, viale Pasteur) e gli alloggi realizzati anche grazie ai finanziamenti pubblici destinati a famiglie e individui a basso reddito (come nel caso del progetto Pirp Japigia e San Marcello). “E’ un’importante occasione di occupazione – spiega Nicola Bonerba, presidente Ance Puglia – ma è ancora assente un piano urbanistico, un modello unico regionale che serva a ricucire il centro alle periferie”.

Il Comune sta definendo il Pug, strumento di disciplina urbanistica, che però non è ancora arrivato in Consiglio. A livello regionale fino al 31 dicembre sono state prorogate le “misure straordinarie ed urgenti” del Piano Casa, sul modello del Piano nazionale di edilizia abitativa previsto dalla Manovra finanziaria 2009.

Nel frattempo in città pullulano cantieri e opere che vengono erette nel giro di pochi mesi. In alcuni casi, commenta Bonerba, si continua “a costruire degli isolotti residenziali che finiscono per rimanere scollegati dal tessuto urbano. Con l’attuale sistema il degrado dei ghetti fagocita la percezione anche delle zone centrali”. “In quartieri come il Libertà – conclude Bonerba – serve più coraggio da parte degli imprenditori”.

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