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“Nessun raggiro per l’acquisizione del Bari”, la Procura chiede l’archiviazione nel procedimento contro Giancaspro

Pubblicato da: redazione | Mar, 20 Novembre 2018 - 18:15
L’acquisizione della società FC Bari 1908 da parte di Cosmo Giancaspro non fu frutto di raggiri penalmente rilevanti ai danni dell’ex socio Gianluca Paparesta. Ne è convinta la Procura di Bari che ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Giancaspro accusato di usura, estorsione, truffa e falso. Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal pm Bruna Manganelli, sono partite nel novembre 2016 dopo la denuncia fatta da Paparesta nei confronti di Giancaspro, di alcuni funzionari della Banca Popolare di Bari, di un notaio e di un avvocato. Tutte vicende che, secondo la Procura, non hanno rilievo penale.
Per il pm si tratta di una «questione societaria e civilistica che merita approfondimento nelle sedi competenti». Paparesta, assistito dall’avvocato Nicola Quaranta, sta valutando se opporsi all’archiviazione.
Gli accertamenti disposti dalla magistratura barese hanno documentato che «i rapporti tra Paparesta e Giancaspro si erano notevolmente deteriorati, ma ciò – scrive il pm – non è sufficiente a dimostrare la sussistenza di raggiri penalmente rilevanti».
Le condotte denunciate da Paparesta riguardano il periodo compreso tra dicembre 2015 e giugno 2016, da quando cioè Giancaspro entrò nella società con l’acquisto del primo 5% di quote, fino all’aumento di capitale di sei mesi più tardi che lo portò ad essere nominato amministratore unico della società calcistica. Dopo l’estromissione di Paparesta, Giancaspro ha tenuto in piedi l’attività per altri due anni, fino all’avvio di una procedura fallimentare su richiesta della Procura di Bari a causa dei debiti accumulati, a seguito della quale Giancaspro ha perso il titolo sportivo, poi assegnato a Luigi De Laurentiis, nuovo presidente del Bari, ora iscritto al campionato di serie D. Sulla gestione della società da parte di Giancaspro la Procura di Bari ha in corso un’altra indagine per ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, in questo caso la FIGC, relativa alla retrodatazione degli F24 per i pagamenti dei contributi previdenziali. Nelle scorse settimane il Riesame ha disposto la trasmissione di questi atti per competenza a Roma. Giancaspro è attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito di una ulteriore inchiesta della magistratura barese per la bancarotta di un’altra sua società. Ne dà notizia l’Ansa.
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