“Lidia, ancora oggi, è molto scossa e provata dall’accaduto. È profondamente pentita”. A parlare è l’avvocato della 24enne di Castellana Grotte, condannata oggi a 14 anni di reclusione per l’omicidio volontario di suo figlia, partorita e abbandonata sugli scogli di Monopoli (Bari).

“È evidente che al momento dei fatti ci sia stato un black out, – ha detto il legale – qualcosa che si è verificato e che ha inficiato le capacità cognitive e volitive della ragazza. Lidia, ormai da molti mesi, è agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica in cui sta affrontando un importante percorso di recupero”. “Quello che i processi penali non possono fare è restituire la vita alle vittime, – ha continuato Miccolis – ma quello che dal processo si pretende è una accurata e attenta valutazione di quanto accaduto e delle ragioni che l’hanno determinato. Agli operatori del diritto è richiesto proprio questo, la lucidità e la capacità di non farsi trasportare dai sentimenti e dalle emozioni. Emozioni forti che ormai da tempo travolgono Lidia”.

“La sentenza di oggi chiude la prima fase di questo processo. Attendo di conoscere le motivazioni della sentenza, – ha concluso il difensore – ma è certo che ricorreremo in appello”.

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