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Oltre 4.500 ore settimanali in più di specialistica ambulatoriale per ogni Asl, nascita degli ospedali di comunità e, al posto degli ospedali dismessi, creazione di 33 Presidi territoriali di assistenza (Pta). Il governo regionale, dopo aver quasi completato l’attuazione del piano di riordino ospedaliero, passa a potenziare la medicina territoriale. Sono tre i provvedimenti principali che la giunta Emiliano ha approvato: 10 milioni in più all’anno per la specialistica ambulatoriale per aumentare il numero di medici e di ore; la creazione degli ospedali di comunità e il via libera ai Pta. L’obiettivo è uno solo: ridurre il tasso di ospedalizzazione e il ricorso ai pronto soccorso consegnando ai pugliesi delle alternative per l’assistenza primaria e intermedia, lasciando alle grandi strutture la medicina complessa.

I Pta

Dalla chiusura di 33 ospedali nascono altrettanti Presidi territoriali di assistenza (Pta): sono strutture che in altre regioni si chiamano Casa della salute e che in Puglia rappresenta la “seconda vita” degli ospedali dismessi. Devono rappresentare la “porta di accesso” dei cittadini ai servizi di assistenza. Ogni Pta avrà un set minimo di servizi, cui si potranno aggiungere, di volta in volta, funzioni ulteriori come, ad esempio, la lungodegenza. Il nodo centrale è la Pua, Porta unica di accesso, praticamente il front office dove il cittadino potrà chiedere e ottenere informazioni. Poi gli ambulatori dei medici di base, quello per la cronicità, gli specialistici, la diagnostica di primo livello, il punto prelievi, la postazione del 118 e la farmacia territoriale. Gli ex ospedali che avevano già una sala operatoria adatta potranno effettuare prestazioni ambulatoriali in day service, quelli con i bunker potranno utilizzare grandi macchine (risonanze magnetiche e Tac), in aggiunta a quelle previste dalla programmazione regionale (una in più per provincia), così da smaltire le liste d’attesa.

Gli ospedali di comunità

La giunta Emiliano ha approvato anche il testo del Regolamento che definisce su base regionale l’organizzazione, il funzionamento ed i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi dell’ospedale di comunità, di cosa si tratta? In sostanza, è un centro territoriale di ricovero breve rivolta a pazienti che, a seguito di un episodio acuto o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio. Una sorta di assistenza domiciliare allargata. La struttura avrà un numero molto limitato di posti letto, comunque non superiore a venti. Quali pazienti saranno presi in carico? Quelli che necessitano di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che necessitano di ricovero; che hanno bisogno di sorveglianza infermieristica continuativa o di osservazione sanitaria breve. La responsabilità assistenziale sarà in capo all’infermiere per 24 ore al giorno,  mentre la responsabilità clinica sarà garantita dal medico responsabile che dovrà assicurare una presenza o reperibilità diretta per almeno 12 ore. Complessivamente, in Puglia saranno attivati 356 posti letto.

Dieci milioni per la specialistica ambulatoriale

Infine, il governo Emiliano ha dato il via libera all’aumento del 15% del monte ore di specialistica ambulatoriale per ogni Asl. L’aumento partirà dal 2019, si tratta di oltre 4.500 ore settimanali in più che dovranno essere garantite da specialisti all’interno dei Pta. Le branche individuate sono: cardiologia, pneumologia, endocrinologia e diabetologia, oculistica, neurologia ed ortopedia. Il potenziamento mira a ridurre le liste di attesa e, allo stesso tempo, a contrastare le malattie croniche che colpiscono un pugliese su quattro. Il costo dell’operazione è di 10 milioni di euro in più all’anno.


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