“Il sindaco non regola i meccanismi e gli emolumenti delle commissioni, ma il Testo unico per gli Enti locali”. Così il sindaco Antonio Decaro interviene sulla bufera dei gettoni di presenza nelle commissioni consiliari, rilanciata ieri in diretta nazionale su La 7. Sotto accusa le 181 sedute nel solo mese di luglio delle stesse riunioni dei consiglieri.

“Le commissioni – spiega – del tutto autonome rispetto al sindaco, poiché sono organi il cui compito è anche quello di controllare l’operato di sindaco e giunta. Se fosse il sindaco a decidere modalità e compensi delle commissioni saremmo di fronte al paradosso di un controllato che impone le sue regole al suo controllore. Sarebbe come se un calciatore potesse decidere come e quando debba fischiare un arbitro. Sarebbe come se un indagato potesse imporre le sue regole a un giudice e decidere quanto pagarlo”.

Poi aggiunge: “Tutti i consiglieri, di tutti i partiti, partecipano, e in modo massiccio, a queste commissioni. I dati sono trasparenti e consultabili – continua Decaro – per quanto mi compete, ho rinunciato al vitalizio regionale e a quello parlamentare e non ricevo alcun emolumento come sindaco della città metropolitana, come presidente di un teatro lirico e come presidente dell’Anci. E dal primo giorno del mio insediamento ho imposto a tutti gli assessori della mia giunta di rinunciare ad auto, computer e telefono di servizio. Capisco che qualcuno sia alla disperata ricerca di visibilità nella imminenza della campagna elettorale, ma consiglio più sobrietà, meno demagogia e soprattutto più aderenza alla verità. Poiché il fango, come ci insegna la storia recentissima di questo Paese, torna spesso in faccia a chi per professione lo mette nei ventilatori”.

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