Il Tar del Lazio ha dichiarato improcedibile l’istanza cautelare presentata dal Consorzio Trans Adriatic Pipeline AG, in merito all’ordinanza con la quale il sindaco di Melendugno, Marco Potì, prima il 24 luglio e poi, riproponendola, il 29 ottobre, aveva vietato ogni attività lavorativa nel cantiere del gasdotto a San Basilio, e il prelievo dell’acqua dai pozzi nel raggio di 500 metri, in seguito allo sforamento dei limiti di alcune sostanze pericolose nelle acque di falda.

I giudici del Tar hanno motivato l’improcedibilità dell’istanza cautelare presentata da Tap avendo rilevato che “l’atto del 29 ottobre 2018 impugnato con motivi aggiunti, decorsi trenta giorni dalla data di sua emissione, ha esaurito la propria efficacia il 27 novembre 2018, non vincolando dunque ulteriormente la parte ricorrente”. In virtù di quanto stabilito dal Tar Lazio, Tap potrebbe riprendere i lavori nel cantiere a San Basilio di San Foca di Melendugno, rimasti fermi dal 24 luglio scorso.

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