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Bari, Salvini replica ai genitori del 23enne ucciso durante un tentativo di rapina: “Non mi spaventano le denunce”

Pubblicato da: redazione | Ven, 22 Febbraio 2019 - 17:44
salvini immobile confiscato

“Anche questa, non ho parole. Qualcuno pensa di spaventarmi? Hanno trovato l’uomo sbagliato”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini reagisce sui social alla notizia che i genitori del 23enne Giacomo Buonamico, ucciso nel 2010 in provincia di Bari durante un tentativo di rapina a una stazione di servizio, hanno deciso di denunciarlo per «avere infangato il nome di nostro figlio e disonorata la memoria di un defunto».

Il riferimento è alle parole pronunciate da Salvini a Bari martedì scorso durante un comizio per sostenere il candidato sindaco leghista. Sul palco, accanto al ministro, c’era l’attuale segretario provinciale della Lega ed ex consigliere regionale, Enrico Balducci, all’epoca dei fatti gestore del distributore di benzina in cui avvenne il tentativo di rapina. Fu lui a sparare il colpo che uccise il 23enne, e per questo è stato condannato in via definitiva per omicidio preterintenzionale (3 anni e otto mesi di reclusione). Parlando del «caso», sostengono i genitori del 23enne Onofrio Buonamico e Antonia Valerio, Salvini ha detto che «il rapinatore nella prossima vita deve cambiare mestiere»; «in questa legge è previsto per i parenti del povero rapinatore rimborso zero»; e ancora «sono affaracci tuoi se decidi di fare il rapinatore ti assumi i rischi del tuo vigliacco mestiere».

Per i suoi genitori, Giacomo è stato «tristemente e ingiustamente incolpato di avere commesso una rapina in concorso con un’altra persona» e «non si è mai potuto difendere dalle infamanti accuse. Unica certezza non era pregiudicato, non aveva precedenti penali e non è mai stato condannato per il reato di rapina». Per questo i genitori del 23enne hanno dato mandato agli avvocati Saverio Fragassi e Danilo Penna di presentare un esposto in sede penale e di avviare una richiesta di risarcimento in sede civile nei confronti del ministro. «Nei prossimi giorni – spiegano i legali – valuteremo esattamente quali azioni intraprendere».

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