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Allarme Hiv in Puglia, il professore Angarano: “A Bari e provincia un nuovo caso a settimana, malattia in crescita”

Pubblicato da: redazione | Lun, 18 Marzo 2019 - 16:00
(foto Top doctors)

È allarme HIV in Puglia. Lo dichiara il professore Gioacchino Angarano, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’Università di Bari, tra i primi in Italia ad essersi occupato di HIV.

“La malattia in Puglia è in crescita con circa 180 nuove diagnosi ogni anno, solo a Bari e provincia 1 nuovo caso a settimana. Nel Centro del Policlinico, riferimento regionale per la diagnosi, cura e trattamento delle infezioni da HIV, si seguono oltre 1000 pazienti”, aggiunge.

Nel mondo si stima che oltre 36milioni di persone ne siano affette (fonte Organizzazione Mondiale di Sanità), in Italia sono circa 130mila.
“A fronte dei successi straordinari ottenuti con i farmaci antiretrovirali – continua Angarano –  l’attenzione sulle misure di prevenzione della trasmissione da HIV è andata progressivamente diminuendo, di conseguenza si osserva un numero considerevole di infezioni ogni anno che è ormai stabile da oltre 5 anni. La scarsa informazione non porta ad accendere i riflettori sul problema e non sensibilizza la popolazione alla prevenzione. Oggi l’HIV è ancora un tabù. Se negli anni ‘80 la patologia interessava prevalentemente i tossicodipendenti che si scambiavano le siringhe, attualmente la trasmissione è per via sessuale e interessa prevalentemente i giovani di età compresa tra i 20 e 30 anni, i quali – quando scoprono di aver contratto l’HIV – hanno già i sintomi della malattia perché il virus ha ormai indebolito il sistema immunitario”.
Il team del prof. Angarano contribuisce a svolgere un’attività di sensibilizzazione nelle scuole e di screening gratuito nelle piazze per meglio informare i giovani sui comportamenti a rischio che aumentano il rischio di contrarre l’HIV e le altre malattie sessualmente trasmesse.

Le tante iniziative organizzate sul territorio, oltre a fare informazione e prevenzione, hanno lo scopo di comunicare che – se diagnosticata e trattata in tempo – “l’infezione da HIV ha una aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione  non sieropositiva”, spiega Sergio Lo Caputo, infettivologo e presidente della SIMIT di Puglia e Basilicata (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali).

“Negli ultimi 10 anni si è passati da una terapia di 10 compresse al dì ad 1 compressa al giorno, inoltre chi è in trattamento efficace non può trasmettere l’infezione. Ma l’efficacia della terapia non deve far abbassare la guardia su uno dei big killer mondiali come il virus HIV responsabile di oltre 1 milione  di morti ogni anno”, conclude Lo Caputo.

(foto Angarano topdoctors)

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