“Ore di dibattito in aula su una mozione inserita nell’ordine dei lavori del Consiglio a seguito della decisione della conferenza dei capigruppo, per concludere la seduta con un esito ormai consueto: un nulla di fatto”. La denuncia è del presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo.

“Se Emiliano – critica Marmo – pensa di tenere in ostaggio la Puglia, non governando e non consentendo nemmeno al Consiglio di produrre qualcosa, deve assumersene la responsabilità davanti ai pugliesi. Quello che è accaduto (anche) oggi in aula è scandaloso, inaccettabile: dovevamo votare,  come stabilito, la mozione per la revoca dell’incarico del commissario dell’Arpal, Massimo Cassano. La maggioranza, allora, temendo l’esito del voto e i rimproveri di Emiliano, assente anche oggi, ha chiesto il rinvio. E, così, dopo due ore di interventi, la seduta si è conclusa senza un voto, senza un risultato, ma con grande vergogna. Oggi, avremmo dovuto votare per la revoca di un incarico che è stato affidato solo e soltanto per fini elettorali: del resto, è noto a tutti che il commissario Cassano sta presentando liste a sostegno del centrosinistra in tutti i comuni pugliesi chiamati al voto. Non appena si è insediato, si sono verificate strane cose nell’agenzia per l’occupazione, come gli avvisi pubblici per short list sottoposte solo all’insindacabile giudizio di qualche dirigente. Siamo senza parole – conclude –  perché siamo abituati a lavorare: non si può convocare la massima assise regionale per offrire uno spettacolo tanto indegno”.

Sul caso interviene anche il  gruppo regionale Direzione Italia (Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) che ha presentato la mozione per invitare il presidente della Regione a revocare la nomina.

“Lo sgambetto del presidente Michele Emiliano lo avevamo messo in conto. Ci è apparso chiaro che nel momento in cui i numeri, in aula, erano a favore della nostra Mozione – per rimuovere dall’incarico di commissario straordinario dell’Arpal, Massimo Cassano – qualche fedelissimo e complice del governatore avrebbe tirato fuori dal cilindro un espediente per far saltare la seduta. E così è stato, dopo quasi tre ore di discussione alcuni esponenti della maggioranza hanno sentito improvvisamente il bisogno che in aula ci fosse proprio Emiliano. E ci chiediamo – continuano nella nota –  quali elementi di discussione può aggiungere a ciò che appare chiaro anche a quella parte di maggioranza che nutre i nostri stessi legittimi dubbi di legittimità della nomina utile più sul piano clientelare che gestionale?”

“La Legge che istituisce l’Agenzia regionale per le Politiche Attive del Lavoro non prevede la nomina di un commissario straordinario – proseguono –  ma di un direttore generale di comprovata esperienza per il ruolo che deve svolgere, che è meramente un ruolo tecnico/amministrativo e non politico. La Legge prevede espressamente titoli che una “nomina politica” può tranquillamente trascurare, ma in questo caso non è così. Il dottor Cassano li possiede?  Non lo sappiamo. A spregio delle norme sulla trasparenza previste per la Pubblica Amministrazione non è stato reso pubblico il curriculum. Nulla vieta, quindi, a Emiliano di indire un bando per la scelta del direttore generale e a Cassano di partecipare se ha i titoli per essere scelto alla guida dell’Arpal. Ma il fatto che queste normali procedure, seguite per altre Agenzie e non per Arpal, fa venire il sospetto che, invece, in questo caso qualche ‘mistero’ esista. Chiediamo a Emiliano, magistrato in aspettativa, semplicemente di rispettare una Legge regionale che insieme abbiamo votato e voluto in adempimento di una normativa nazionale. Ci fa particolarmente specie che proprio Emiliano, paladino di giustizia, in questo caso difenda anche contra-legem la nomina di Cassano e ciò avvalora e rafforza il sospetto, ormai palese, che ciò avvenga perché è semplicemente una nomina politica e clientelare. E i pugliesi non si meritano questo!”, concludono.

“Oggi la maggioranza ha dato vita all’ennesimo teatrino della politica – aggiungono i consiglieri cinque stelle – ore di dibattito in aula per poi decidere di non decidere su Arpal, rimandando il voto della mozione con cui si chiede la revoca della nomina di Massimo Cassano a Commissario Straordinario dell’Agenzia, per l’assenza del Presidente Emiliano. Una mozione in cui si chiede il rispetto della legge approvata dal Consiglio la scorsa estate, non votata perché Emiliano, come era ben noto a tutti da settimane, era a Taranto per prendere parte al tavolo per il CIS. Allora ci domandiamo perché non chiedere il rinvio del Consiglio nei giorni scorsi?”.

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