L’ultimo rapporto di Movimprese,  analisi statistica trimestrale della nati-mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, per conto dell’Unioncamere, rivela ancora una volta un quadro non rassicurante non solo per Bari ma per l’intera regione Puglia.

Nei primi tre mesi del 2019 in Puglia le attività al dettaglio che hanno chiuso sono state 2066 contro le 996 che hanno aperto. Un tasso quindi che resta negativo ma soprattutto che risulta peggiorato rispetto allo stesso periodo del 2018 quando a chiudere sono state 1783 attività contro le 859 che hanno aperto.

Scendendo nel dettaglio di Bari e provincia si rimane sulla stessa condizione di crisi: nei primi tre mesi del 2019 a chiudere sono state 840 attività contro le 310 che hanno aperto. Nello stesso periodo del 2018 chiusero 664 attività e ne aprirono 294.

Abbiamo già  raccontato le ultime chiusure nella città di Bari, quelle che hanno fatto più discutere: dal Regno dei Bimbi alla Muraglia ,dal Meridional Caffè sempre a Carrassi fino a Trizio Caiati in piena via Sparano. Per citare solo le ultime: vetrine storiche che hanno abbassato le saracinesche a causa di vari fattori, chi per la crisi, chi per gli elevati costi di fitto, chi per strategie aziendali. Ci sono poi intere zone nei quartieri periferici e non solo, dove ci sono negozi chiusi da anni, distrutti dai vandali (è il caso ad esempio di piazza Europa- nella foto) o dove compaiono decine di cartelli di vendesi o affittasi (in via Principe Amedeo, in via Putignani – lato Libertà, in via Dante). Tra gli interventi in cantiere per fare invertire la rotta c’è anche il nuovo bando che mette a disposizione 2 milioni e 400mila euro per nuove aperture.

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