Per gli espianti di ulivi secondo la procedura anti-Xylella è “tutto da rifare, dopo mesi di attesa”. Così la Coldiretti Puglia protesta da giorni, puntando il dito contro la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi Lecce Taranto.

“La Sovrintendenza di Lecce – sottolinea il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele – sta inviando ai Comuni la comunicazione con cui archivia tutte le domande di espianto presentate con procedura semplificata, con la richiesta che vengano ripresentate con procedura ordinaria. Gli agricoltori, dopo aver aspettato mesi invano, si ritrovano a dover rifare tutto daccapo, perché la domanda di espianto degli ulivi è equiparata in buona sostanza a una pratica edilizia”. E questo – precisa Coldiretti Puglia – proprio “quando al Decreto Emergenze manca solo la firma del Presidente Mattarella e finalmente cadranno tutti i vincoli che impedivano agli agricoltori di espiantare e realizzare nuovi impianti di ulivi resistenti, tornando a lavorare e produrre”.

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1 COMMENTO

  1. La voce della Coldiretti dovrebbe essere appropriata sul tema xylella perché proviene da coltivatori. Eppure su questo tema cosi importante non ci prende quasi mai.
    Ci sono ulivi che in quanto secolari e artefici di un paesaggio unico al mondo sono soggetti alle indagini della Sovrintendenza.
    Inoltre non sarebbe utile un taglio indiscriminato degli ulivi sintomatici (che appaiono disseccati) se contemporaneamente non è stata accertata la presenza del batterio. Si rischierebbe di radere al suolo il Salento senza sapere cosa si farà dopo. Coltivazioni di mango? Resort turistici? Coltivazioni di pannelli fotovoltaici? La xylella non attacca e quindi non “viaggia” solo da ulivo infetto a ulivo sano ma è ospite di 30 specie erbacee diverse.
    Le conclusioni della Coldiretti sono pertanto semplicistiche e non solo perentorie.

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