«Il silenzio dei vertici del Pd sulla vicenda Ilva e sulle dichiarazioni farneticanti di Emiliano, che tra l’altro ieri ha accusato il governo Gentiloni di essere stato condizionato da interessi esterni, è diventato inaccettabile». Lo ha dichiarato l’eurodeputato dem Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo.

Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha criticato la nuova proprietà Arcelor Mittal e si è detto pronto a sostenere il governo su una linea più dura nei confronti dell’azienda. «Il più grande investimento del mezzogiorno è a rischio e più di 3.000 persone sono già in cassa integrazione, anche a causa di un accordo sindacale sbagliato – ha aggiunto -. Ricordo che su Ilva con i governi precedenti abbiamo trovato un investitore da 4,2 mld, recuperato 1,1 miliardi dai Riva, imposto un piano ambientale che è oggi il più stringente d’Europa, portato gli occupati dal 8.800 a 10.000, fatto riconoscere livelli retributivi e diritti precedenti a tutti i lavoratori e superato il vaglio dell’antitrust europeo. Aggiungo che su Taranto la sceneggiata di ieri di Di Maio e compagni altro non è che la riattivazione del contratto istituzionale, con relativi finanziamenti, fatto dal nostro Governo e fermo da 11 mesi – conclude Calenda -. Un percorso di cui essere orgogliosi, da rivendicare, in particolare per un partito che vorrebbe rimettere al centro il lavoro, la fabbrica e il mezzogiorno».

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