Tra il 2015 e il 2019, ovvero in 5 anni, la Tassa sui Rifiuti (TARI), aumenta mediamente dell’1,6%, mentre nell’ultimo anno si assiste a un aumento pari allo 0,9% sul 2018. L’aumento in alcune città sfiora punte del 36%, ad esempio a Lecce (35,6%). In valori assoluti, spiega Ivana Veronese – segretaria Confederale Uil – le famiglie italiane verseranno nel 2019 nelle casse comunali 302 euro medi, a fronte dei 299 euro dello scorso anno e dei 296 euro versati nel 2015.

Nello specifico, tra il 2015 e il 2019 a Lecce si registra un aumento medio del 35,6%; a Trapani del 30,9%; ad Isernia del 30,1%; a Pistoia del 25,2%; a Bari del 23,4%; a Teramo del 22,8%; ad Imperia del 22,1%; a Viterbo del 20,8%; a Catania del 17,9%; a L’Aquila del 17%. Per quanto riguarda le Città metropolitane, sempre tra il 2015 e il 2019, a Bari l’aumento è del 23,4%; a Catania del 17,9%; a Genova dell’8,4%; a Venezia del 2,3%; a Milano del 2,1%; a Napoli dell’1,5%. Rimane invariata a Bologna.

È quanto calcola il Servizio Politiche Territoriali della UIL, elaborando i costi in 105 Città capoluogo di provincia, per una famiglia con una casa di 80 mq e 4 componenti. In valori assoluti, nel 2019, spiega Veronese, il costo maggiore si registra a Trapani con 550 euro medi l’anno a famiglia; a Benevento se ne pagano 492 euro; ad Agrigento 470 euro; a Reggio Calabria e Salerno 461 euro; a Cagliari 447 euro; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; ad Asti 434 euro; a Ragusa 431 euro. Si paga un po’ meno a Potenza (133 euro medi a famiglia); a Novara (164 euro); a Belluno (170 euro); a Macerata (179 euro); a Pordenone (180 euro); a Vercelli (183 euro); a Brescia (184 euro); a Trento e ad Ascoli Piceno (186 euro); a Verona (189 euro).

Per quanto riguarda le grandi Città (Città metropolitane): a Reggio Calabria la tassa sui rifiuti pesa per 461 euro medi a famiglia; a Cagliari 447 euro; a Napoli 442 euro; a Messina 438 euro; a Catania 403 euro; a Bari 380 euro; a Genova 358 euro. Si paga un pò meno a Bologna (229 euro medi); a Firenze (235 euro); a Palermo (281 euro); a Roma (308 euro); a Torino (326 euro); a Milano (338 euro); a Venezia (342 euro). Nel corso dell’ultimo anno, la Tari aumenta in 44 Città tra cui Catania, Torino, Genova, Trieste e Napoli; rimane stabile in 26 città, tra cui Milano, Roma, Bologna; diminuisce in 35 città, tra cui Cagliari, Firenze e Venezia.

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1 COMMENTO

  1. Tutta questa massa di denaro incrementata dagli aumenti della Tari finisce per finanziare prima la raccolta porta a porta, che sulla carta avrebbe dovuto invece ridurre i costi delle discariche, e poi i titolari delle discariche stesse, in alcuni eclatanti casi gestite da amici di partito di assessori regionali.
    Basti per esempio ricordare che la discarica di Cerignola pretende (il verbo è voluto) 198 euro+Iva a tonnellata di rifiuti conferiti. Ai quali vanno aggiunti i costi di trasporto, a carico dei Comuni. Un enorme businnes basato sulla Tari.

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