I vitalizi in Puglia sono stati aboliti dal primo gennaio del 2013, ma la normativa non ha valore retroattivo e il Consiglio regionale continua ad erogarli per gli ex consiglieri entro la IX legislatura che hanno maturato i requisiti richiesti dalla vecchia legge:  a decorrere dal 55esimo anno, la Regione può quindi emettere un assegno vitalizio purché gli ex consiglieri abbiano versato i contributi obbligatori per un periodo di almeno cinque anni,  comportando un coefficiente di riduzione predeterminato e rapportato all’età di pensionamento. Altrimenti si può richiedere l’assegno senza decurtazioni a partire dal 60esimo anno di età.

Tra gli ultimi che hanno richiesto l’erogazione del vitalizio (i provvedimenti sono del 24 e 25 luglio disponibili sull’albo pretorio della Regione Puglia) compare l’ex assessore Elena Gentile, parlamentare uscente: è stata consigliere regionale da maggio 2005 a giugno 2014, con sette anni di anzianità contributiva. A 65 anni ha potuto chiedere l’assegno pieno, pari a 5186,57 lordi al mese. Cifra che si sommerà al vitalizio di Bruxelles.

Altro ex consigliere che ha ottenuto prima delle ferie il vitalizio è Maurizio Friolo: riceverà 3.286 euro lordi perché ha maturato solo cinque anni di anzianità e ha richiesto l’erogazione anticipata a 55 anni.

Il Consiglio regionale solo per il 2019 ha dovuto accantonare 15 milioni e 400mila euro per pagare i vitalizi al mese per gli ex consiglieri: sono 215, 156 sono trattamenti diretti, il resto sono di reversibilità. E il numero dei vitalizi non potrà che aumentare perché pian piano tutti gli ex consiglieri si avvicineranno all’età di 55 o 60 anni e potranno richiedere, come da loro diritto, gli assegni vitalizi.

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