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Il governatore pugliese Michele Emiliano ha ricevuto questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il documento redatto dalle associazioni studentesche e sottoscritto anche dal movimento Fridays for future, dalla Cgil, e da altre associazioni ambientaliste, con il quale si chiede che la Regione Puglia dichiari lo stato di emergenza climatica.

Sono intervenuti, tra gli altri, i coordinatori di Uds Puglia, Davide Lavermicocca; e di Rete della Conoscenza Puglia, Vittorio Ventura. «Mi hanno convocato – ha detto Emiliano – e mi hanno detto che sarebbero felici se il Consiglio regionale facesse una dichiarazione politica sul riconoscimento di stato di emergenza climatica. E io mi sono impegnato a sottoscriverla con tutti i consiglieri regionali che la condivideranno, e a presentarla per la approvazione al Consiglio regionale». «La Regione Puglia – ha aggiunto – ha combattuto alle volte da sola contro i mutamenti climatici, le emissioni di Co2, la battaglia per la decarbonizzazione della nostra economia, in particolare dell’acciaieria di Taranto e della centrale elettrica di Brindisi. Sono battaglie che abbiamo fatto in totale solitudine». «E mi riempie di felicità – ha concluso – vedere adesso all’improvviso milioni di ragazzi che in contraddizione coi loro governi, e alle volte anche con i loro genitori, prendono coscienza degli effetti disastrosi dei mutamenti climatici».

«Siamo contenti – ha detto Ventura – che Emiliano abbia scelto di dare una risposta positiva alla richiesta che gli abbiamo fatto pervenire. Sin da subito è possibile dare risposte ai cambiamenti epocali in corso, ad esempio, garantendo il diritto ad una mobilità ecologica gratuitamente per tutti e tutti, mettendo in sicurezza gli edifici scolastici e riducendo l’impatto energetico degli stessi e definendo in un tavolo con associazioni, sindacati e comitati una nuova strategia di sviluppo per la nostra regione». «Oggi – ha aggiunto Lavermicocca – si è aperto un momento di confronto largo e plurale. La Puglia è la terza regione per numero di conflitti ambientali a livello nazionale» e ci «sono tante sfide aperte».


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