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Graduatorie di merito non usate per le assunzioni, la protesta dei precari: “Quella norma va abrogata”

Pubblicato da: redazione | Lun, 18 Novembre 2019 - 13:00
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Con la precedente Legge di Bilancio, il governo Cinque Stelle – Lega ha introdotto una norma per disciplinare le graduatorie derivanti dai concorsi pubblici. In sostanza, dal 1° gennaio di quest’anno alle amministrazioni pubbliche, oltre assumere i vincitori, è stato impedito di attingere personale pescando dalle graduatorie di merito, formate da candidati non vincitori che però hanno superato tutte le prove della selezione pubblica.

Tale norma, nata probabilmente perché il precedente Governo aveva in animo di varare i cosiddetti “concorsoni” unici (mai nati, anche perché il Conte I poi cadde), ha finito per provocare danni enormi sia alle amministrazioni pubbliche sia ai tanti aspiranti, soprattutto giovani, che speravano di poter finalmente accedere ai ruoli della P.A. entro 3 anni dal concorso (tanto durano le graduatorie per legge).

Nelle settimane scorse, grazie anche alla pressione fatta sull’attuale maggioranza di governo sia da parte di ANCI sia da parte di migliaia di Idonei organizzatisi in collettivo, dapprima la ministra Dadone, poi porzioni sempre più ampie della maggioranza, sono sembrati ben disposti ad accogliere le istanze di sindaci, amministratori, sindacati nel porre finalmente rimedio ai danni provocati dalla norma citata (il comma 361 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2019). Infatti, a causa del blocco degli scorrimenti, le amministrazioni pubbliche sono costrette a bandire concorsi di continuo, con aggravi sia in termini di spesa pubblica sia di tempi lunghi per far fronte a esigenze spesso imprevedibili, che sfuggono ai piani assunzionali. Lo stesso sblocco del turnover, annunciato pochi giorni fa, sebbene cerchi di porre riparo a quanto prodotto da Quota 100, non è la misura idonea per riparare i danni prodotti dal famigerato comma 361.

È per questo che in questi giorni in Commissione Bilancio al Senato, che sta elaborando il testo della prossima Legge di Bilancio, sarà presentato un emendamento che finalmente abroghi e riformi la disciplina relativa allo scorrimento delle graduatorie pubbliche a partire dal 1° gennaio di quest’anno; la stessa ANCI nella sua audizione presso la Commissione Bilancio ha posto questa esigenza tra quelle maggiormente prioritarie, urgenti e indifferibili per gli Enti Locali che rappresenta.
“C’è solo da sperare  – scrivono in un comunicato gli Idonei 2019 – che la maggioranza di governo sia coesa e concorde nell’ammettere questo emendamento e far pervenire al voto delle Aule parlamentari un testo che contenga già la nuova norma”.

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