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Firma questa mattina del contratto individuale di lavoro per l’assunzione a tempo determinato per la durata di 5 anni, con la prospettiva del successivo inquadramento a tempo indeterminato,  del personale precario dell’Oncologico di Bari. In particolare i contratti riguardano n. 10 Ricercatori sanitari e n. 8 Collaboratori professionali di ricerca sanitaria.

“Qualche anno fa – ha detto il governatore Michele Emiliano –  addirittura prima di diventare Presidente della Regione, incontrai i ricercatori dell’Oncologico di Bari e constatai che non solo questa struttura stava per essere fusa col Policlinico dal punto di vista assistenziale, ma che tutto l’apparato di ricerca collegata all’oncologia che questi ricercatori rappresentavano stava per essere disperso, a causa anche di una produttività molto bassa. Prendemmo un impegno allora nei confronti di queste persone per rilanciare la ricerca oncologica dell’unico IRCCS Oncologico della Puglia e questa promessa oggi è stata mantenuta. È stata mantenuta anche grazie al lavoro del direttore generale Antonio Delvino e dei suoi collaboratori che, di concerto col Ministero della ricerca e dell’università, hanno consentito un procedimento che porterà definitivamente alla stabilizzazione. Finalmente questi ricercatori smetteranno di elemosinare borse di studio e di cercare una stabilità e offriranno tutta la loro energia ad un “impact factor”: la capacità di fare ricerca viene misurata con questo sistema che garantirà la sopravvivenza dell’IRCCS Oncologico di Bari anche negli anni a venire. Ci sono giornate come queste che ti compensano di tutto il resto. Se avessi dovuto cedere all’opinione comune quando sono diventato presidente e non avessi tenuto la delega alla Sanità, forse non avremmo raggiunto questo risultato”.

“Abbiamo provveduto – ha detto il direttore Antonio Delvino – a dare stabilità a 18 professionisti che hanno tenuto viva l’attività di ricerca negli ultimi anni nonostante operassero in regime di assoluta precarietà. Tale atto, di concerto con le altre iniziative poste in atto, permetta di far crescere ulteriormente la produzione scientifica dell’IRCCS”.


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