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Si sono presentati ai seggi ieri in 80mila per scegliere il candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia. Michele Emiliano è stato scelto con il 70 per cento delle preferenze, ma i dati sull’affluenza si allontanano da quelli registrati nel 2014 con quasi 134mila elettori che si presentarono ai seggi. Dati che fanno “esultare” il centrodestra.

“I pugliesi hanno risposto alle primarie del centrosinistra come immaginavamo: scarsa affluenza, addirittura molto meno del 2014. I candidati avevano annunciato una festa della democrazia e della partecipazione, ma i pugliesi li hanno già puniti, prima ancora dell’appuntamento elettorale della primavera prossima”. Lo affermano in una nota congiunta il coordinatore e il vice coordinatore di FdI Puglia, Erio Congedo e Francesco Ventola. “Non avevamo alcun dubbio – aggiungono – dopo la collezione di fallimenti di Michele Emiliano non è stato sufficiente neppure far partecipare al voto studenti universitari fuorisede e stranieri. La Puglia ha detto di voler cambiare rotta”. “Spetta quindi al centrodestra, adesso – concludono – unirsi coeso e compatto per costruire un’alternativa che riconsegni alla Puglia dignità, meritocrazia, progettualità”.

Anche Forza Italia interviene con una nota del commissario regionale di Forza Italia on. Mauro D’Attis e del vice commissario vicario sen. Dario Damiani.
“Il dato di partecipazione in Puglia alle elezioni primarie del centrosinistra conferma la scelta dei pugliesi di voltare pagina e di affidare al centrodestra la guida della Regione (così come emerge con chiarezza dai sondaggi delle ultime settimane). Si registra un crollo della partecipazione rispetto alle precedenti primarie del 2014 (da 134.000 a poco meno di 80.000) e c’è il rischio concreto che Emiliano sia chiamato a rappresentare il suo schieramento avendo ottenuto poco più dell’1% del consenso dei pugliesi.
Insomma, il PD ed i suoi alleati sono riusciti in una intera regione a portare alle urne poco più dei quasi 60.000 elettori che il centrodestra ha mobilitato per le primarie lo scorso anno solo in sei comuni pugliesi (Bari, Corato, Lecce, Foggia, San Severo e San Giovanni Rotondo). Si tratta – spiegano –  di un autentico suicidio politico del Partito Democratico che ha avuto anche la pretesa di far pagare chi andava a votare. Unico dato positivo per loro è che ora hanno incassato 80.000 euro da spendere per difendersi dai fallimenti del loro governo regionale. Ma ci sono anche altre valutazioni che fanno emergere aspetti gravissimi, come, ad esempio, la ‘discesa in campo’ di alcuni dirigenti della Regione Puglia in favore di Emiliano con l’unico intento di salvaguardare privilegi personali anziché preservare il loro ruolo terzo ed imparziale”.

Intanto gli avversari di Emiliano hanno già dichiarato di scendere in campo al fianco del centrosinistra, pronti a lavorare tutti insieme, “al fine – ha spiegato Leonardo Palmisano – di contrastare la destra”.  “Con il mio risultato, di cui sono molto contenta – ha detto  Elena Gentile (12,1%, 9.753) – sarò a disposizione della coalizione perché io voglio vincere, perché sento di poter rappresentare un pezzo di società che chiede un’attenzione differente rispetto al passato: donne, terzo settore, le tante persone che non ce la fanno, i ragazzi e le ragazze di questa regione a cui dobbiamo restituire la speranza di un futuro”. “Ci mettiamo al lavoro per incontrare coloro che ci hanno sostenuto – ha detto Palmisano (3,1%, 2.532) – per capire se abbiamo la forza per coagulare questo consenso e farlo crescere in una lista. Per quanto mi riguarda è fuori di dubbio la nostra adesione alla coalizione. Una ventata di aria pulita che deve spazzare le nubi del sovranismo che incombono sul cielo della regione Puglia”. “Prendo atto del risultato – ha commentato Fabiano Amati (14,3%, 11.559 voti) – le primarie servivano a decidere il candidato presidente del centrosinistra ed è stato deciso che sarà Michele Emiliano. Ora tutti a lavoro per il voto di primavera”. “Bisogna tenere larga la coalizione – ha concluso Amati – e coinvolgere chi non ha partecipato, perché il dato sull’affluenza ha un significato imponente e quindi tutti a lavoro per evitare che la destra possa vincere”.


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