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Potrebbe essere necessario un ballottaggio per decidere il candidato governatore del M5S in Puglia. Oggi, dalle 10 e sino alle 19, gli iscritti alla piattaforma Rousseau sono chiamati a scegliere tra 15 aspiranti presidenti, quattro sono attuali consiglieri regionali e sono Antonella Laricchia, che tenta il bis, Cristian Casili, Mario Conca e Antonio Trevisi.

Si tratta di una sorta di primarie, al posto dei gazebo c’è il voto online. La settimana scorsa, sul blog dei 5Stelle, è stata pubblicata la lista dei partecipanti alle “Regionarie”. La corsa per guidare i pentastellati alle prossime Regionali in Puglia sembra una partita interna all’attuale gruppo in consiglio regionale, in particolare la sfida potrebbe giocarsi tra Casili e Laricchia, salvo sorprese. Ma potrebbe non essere sufficiente un solo turno di votazione, infatti per vincere le Regionarie sarà necessario ottenere il 50% dei voti espressi, altrimenti ci sarà un ballottaggio tra i primi due in graduatoria. Con quattro consiglieri regionali in campo appare difficile che la partita si possa decidere già oggi, più probabile che due dei quattro big debbano rimettersi in gioco in una seconda tornata.

In lizza ci sono, oltre agli attuali portavoce in consiglio regionale, anche Michele Loseto (49 anni Bari), Nicola Rogliero (33 anni Bari), Matteo  Biancofiore (58 anni San Giovanni Rotondo), Raffaele Renna  (69 anni Trepuzzi), Francesco  Mangione (33 anni San Severo), Francesco Formica (31 anni Mesagne), Angelo Amato (54 anni Lecce), Francesco Spagnulo (50 anni Torricella), Domenico Cirasole (46 anni Altamura), Pietro Luccarelli (51 anni Crispiano) e Caterina Grittani  (57 anni Bitritto). Il voto verrà aperto sulla piattaforma Rousseau oggi dalle 10 e si potrà votare sino alle 19.


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1 COMMENTO

  1. Quante stranezze nella “democrazia” modello 5Stelle. Chiamano i loro iscritti a scegliere tra dei perfetti sconosciuti alla Regione (anche per non danneggiare Emiliano) e poi fanno finta che non sia mai esistito un referendum vero, popolare, aperto a tutti come quello che, loro malgrado, si farà sulla modifica della Costituzione che vorrebbe un taglio drastico del numero dei parlamentari.

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