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Stipendi decurtati in caso di assenze per malattia. Questa è l’accusa dei lavoratori dell’Amtab che da oggi fino al 25 hanno organizzato (compatti tutti i sindacati) un sit in di protesta davanti al Comune.

“A distanza di un mese e dopo diverse azioni di sciopero la situazione non è cambiata, ma addirittura peggiorata – spiegano i dipendenti in un volantino – questo sit in serve a sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica circa le problematiche che riguardano anche gli utenti del servizio di trasporto ed i cittadini. Chiediamo a ogni cittadino che usa il bus pubblico: vi sentireste davvero sicuri nell’essere trasportati a bordo di un bus condotto da un autista ammalato??? Questo  è esattamente quello che sta accadendo; infatti molti colleghi, pur di non perdere una parte del salario, stanno prestando servizio con problemi di salute, mettendo a rischio la propria e l’altrui incolumità”.

I lavoratori ricordano che il salario medio per gli autisti è al di sotto della media nazionale: i neo assunti prendono circa 1100 euro al mese. “Noi dipendenti – spiegano ancora – svolgiamo il nostro lavoro in condizioni critiche, alla mercé di facinorosi e baby gang, con strade dissestate (che unite ai sedili guida scadenti costituiscono un grave danno alla colonna vertebrale), in taluni casi in assenza di impianto di climatizzazione e, come nel caso dei lavoratori dell’officina e della sosta, sotto ogni genere di intemperie. Come qualunque luogo chiuso e affollato, i bus sono ricettacolo di virus e germi che, inevitabilmente, inducono i dipendenti a contrarre malattie di vario tipo. Nonostante le paghe basse, nonostante le condizioni lavorative, nonostante la grande professionalità dei dipendenti e la drastica diminuzione negli anni delle assenze per malattia, l’Amtab sta decurtando lo stipendio del lavoratore costretto a casa per malattia”.
“Tutto questo non è accettabile – conclude –  con la salute non si scherza e metteremo in atto tutte le forme di protesta lecite, scusandoci sin d’ora per i disagi che potranno verificarsi nelle prossime settimane a causa della vertenza in atto, finché l’Azienda non tornerà sui propri passi restituendo dignità al lavoro e garantendo il benessere dei propri dipendenti”.


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