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Più di una settimana di attesa per effettuare un tampone, nonostante il ricovero di un familiare positivo al Covid-19. La denuncia arriva da un cittadino pugliese che, nella giornata di ieri, ha raccontato la sua vicenda sulla pagina Facebook del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non nascondendo grande preoccupazione e disappunto per le modalità di gestione dei controlli verso i nuclei familiari in cui si riscontrano casi di positività.

Tutto ha origine intorno al 17 di marzo, quando il suocero del cittadino che denuncia oggi l’accaduto, è stato ricoverato all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti per le complicanze dovute al contagio da Coronavirus. Da allora, la famiglia dell’uomo, composta da moglie e figli conviventi, non è stata mai contattata per effettuare controlli e tamponi sui parenti. Ciò, nonostante le ripetute segnalazioni al numero verde da parte degli stessi membri del nucleo familiare e le numerose telefonate al 118. Il cittadino, che racconta oggi di essere in casa con moglie e figlio e di avvertire sintomi influenzali, come febbre e tosse, è stato avvertito dal suo medico di base di un’imminente visita da parte dell’istituto di sorveglianza sanitaria, ma anche questa promessa sembra essere, al momento, disattesa.

Cresce, dunque, l’apprensione della famiglia, che si domanda, non senza una vena critica, se le modalità di gestione dei controlli siamo uguali per tutte le famiglie sul territorio regionale.


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