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“Purtroppo sono disperato. Sento la responsabilità di prendermi cura della mia comunità”. Si difende così Antonio Decaro, in risposta all’ennesimo attacco sui social in seguito alla sfuriata all’anziano multato in corso Mazzini. Delle immagini che hanno fatto il giro di Italia e che da una parte sono state apprezzate, ma dall’altra sono state duramente criticate.  Decaro ha quindi detto che ha richiamato l’anziano. “Ci siamo parlati oggi io e il signore. Sta a casa. Mia figlia mi ha fatto cercare il numero di telefono. Io non dovevo comportarmi così e lui non doveva uscire di casa”, continua il primo cittadino.

Ieri Decaro ha poi aggiunto un post su Facebook parlando della sua Bari.  “Mi mancano le vetrine illuminate, il rumore dei passi sui mattoni, la voce del cantante di via Sparano, colonna sonora delle migliaia di storie che passano da qui. Mi mancano le voci dei bambini che si inseguono, i baci dei ragazzi che si amano, le passeggiate delle famiglie la domenica. Mi mancano persino le polemiche sulle palme, sui rifiuti gettati a terra, sulle panchine senza spalliere. Mi manca tutto di te, mia amata città. Eppure in questo silenzio, al di là di quei portoni, dietro quelle finestre, sento il vostro cuore che batte insieme al mio. Sento che ci sei, Bari. Sento che non stai mollando e che presto tornerai a splendere”.


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