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Centri di prima infanzia a rischio a Bari. L’appello: “Ingenti costi di gestione, aiutateci”

Pubblicato da: redazione | Ven, 10 Aprile 2020 - 13:00
asilo

“È passato più di un mese da quando abbiamo detto per l’ultima volta. “A domani bimbi”. Da quel mercoledì qualunque le nostre vite sono cambiate. Sono cambiate le vite dei bimbi che abbiamo visto crescere, le vite delle loro famiglie che giorno dopo giorno, sono diventate le nostre famiglie e noi le loro. Perché quella del Grillo Canterino, è davvero una famiglia”. A scrivere una lettera al Comune, alla Regione è Valeria Anna Sansevrino, responsabile della cooperativa Crescere insieme, che gestisce il centro di prima infanzia “Grillo Canterino”.

“Come tutte le famiglie d’Italia sappiamo che stare a casa è l’unica cosa sensata da fare. Stare a casa, isolarsi e applicare il distanziamento sociale, è l’unico modo per combattere questa terribile pandemia. Ma Casa è anche il proprio posto di lavoro. Lo è per me, lo è per le mie collaboratrici e lo è anche per le famiglie che normalmente lo vivono, lo abitano e che si affidano all’equipe educativa quotidianamente. Le stesse famiglie stanno già pagando un prezzo alto in questa pandemia e non possono essere le
uniche voci a sostegno della nostra causa”.

“La chiusura prolungata sta creando notevoli difficoltà alle strutture dedicate ai bambini tra 0 e 3 anni, gestite da micro-imprese come la mia, che al momento non sanno come far fronte agli ingenti costi di gestione: locazione, utenze, stipendi.  Prima di quel mercoledì 5 marzo, i nidi privati soddisfacevano il 70% del fabbisogno nazionale. Questo significa che il 70% dei bambini del nostro territorio, se la politica non interviene, si troverà a non poter tornare a scuola alla fine della quarantena. La risposta delle istituzioni è ora necessaria per garantire la sopravvivenza delle nostre strutture educative. Se non si interviene, con interventi sistematici oggi, le nostre strutture sono destinate a chiudere per sempre”.

La richiesta è quindi a Comune, Regione, Governo, per:
1. sostegno economico a copertura dei mesi di inattività, delle utenze e dei canoni di locazione
2. compartecipazione delle rette non percepite, oppure estensione del bonus babysitter inps per la retta asili
3. possibilità di spalmare su più esercizi i costi fissi mensili di gestione

“L’aiuto dello Stato, in questo grave momento di sgomento per le famiglie e per i nostri bambini, ci permetterà di accoglierli nel momento in cui tutto andrà realmente bene”, conclude la lettera.

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