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Unire il trasporto pubblico contingentato (bus e treni) al mezzo privato “green” (bicicletta e monopattino elettrico). L’amministrazione comunale di Bari sta studiando, come in altre città metropolitane, le strategie per scongiurare il pericolo che la fase 2 dell’emergenza coronavirus si trasformi in un grande ingorgo di traffico.

Dal 18 maggio riapre commercio al dettaglio, bar e ristoranti, estetisti e parrucchieri. Con un probabile incremento dei cittadini che si sposteranno per fare shopping o curare il proprio aspetto. Un lento ritorno alla normalità che però penalizza il trasporto pubblico urbano: infatti le restrizioni sanitarie provocano una drastica riduzione della capienza per i passeggeri (un bus da 80 posti, diventa accessibile a massimo 25 utenti).

“Dovremo avere quattro mezzi che passano dalla stessa fermata – commenta Decaro in diretta con Legambiente – ma ridurre la frequenza in altre fasce orarie. Andare a chiedere al governo di aumentare le corse chilometriche è un miracolo, non ci sono fondi”.

Il piano del Comune.  Come soddisfare quindi la richiesta di mobilità senza i mezzi privati? In particolare per i piccoli spostamenti urbani (il 65% del totale). La ricetta del Comune prevede un mix tra incentivi statali dedicati all’acquisto di bici e monopattini elettrici (in linea con il bando Pin Bike) insieme alla progettazione di nuove piste ciclabili, con meno vincoli.

Un piano che sta curando in prima persona il sindaco e che prevede uno studio complessivo su tutta la città, sul modello di quello realizzato per le zone 30 ma che possa inglobare più quartieri. Il piano sarà pronto già nei prossimi giorni e l’intenzione dell’amministrazione è di realizzarlo, almeno in parte, già per l’estate. Con le piste ciclabili light per coprire le aree di maggiore spostamento, riducendo quindi l’utilizzo delle auto e dei mezzi pubblici.

“Abbiamo chiesto al governo di aiutarci a fare percorsi ciclabili più semplici, con la sola segnaletica e itinerari promiscui con le automobili”, aggiunge Decaro, sull’esempio di Monpelier (Francia). L’obbligo di installare cordoli da 50 cm di gomma o calcestruzzo, e relativi bandi di gara, allungano inevitabilmente i tempi dei lavori. “Così mettiamo il divieto di fermata il giorno prima e in 48 possiamo creare delle ciclabili light”.

Nel capoluogo pugliese non mancano gli appelli. I ciclisti urbani baresi hanno lanciato una petizione per chiedere al sindaco Antonio Decaro di aumentare i percorsi dedicati alle due ruote. E dopo il fallimento del bike sharing, il Comune inoltre ha intenzione di modificare l’approccio con il servizio di affitto condiviso, considerando nuove forme di sharing anche per i sistemi di micromobilità elettrica, come i monopattivi, i segway, gli hoverboard.


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