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Tempo di riaperture, nel pieno rispetto della normativa anti-contagio, per alcuni dei contenitori culturali della Città Metropolitana di Bari. In ottemperanza al nuovo decreto governativo, infatti, da lunedì 18 maggio potranno riaprire la Biblioteca metropolitana “De Gemmis” e il Museo archeologico, mente martedì 19 sarà la volta della Pinacoteca “Corrado Giacquinto”.

Tutte le sedi sono state sanificate in linea con le indicazioni diramate dal Comitato Tecnico-Scientifico della Regione Puglia e permetteranno l’ingresso ai visitatori in maniera contingentata. All’interno delle aree, particolari accorgimenti logistici garantiranno il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e un’opportuna segnaletica informerà l’utenza circa le norme di sicurezza, i percorsi di visita a senso unico, la direzione verso i servizi igienici distinti per il personale interno e per i visitatori, la presenza di dispenser per la sanificazione delle mani e l’obbligo di adozione dei dispositivi di protezione individuale previsti dalle normative.

Il Museo archeologico e la Pinacoteca metropolitana osserveranno i consueti orari di apertura – rispettivamente, dalle 10 alle 16 il primo e dalle 9 alle 19 la Pinacoteca – mentre la Biblioteca “De Gemmis” sarà aperta dal 18 al 22 maggio dalle 8.30 alle 14 e successivamente, a partire dal 25 maggio, riprenderà gli orari consueti: dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 14 e dalle 15 alle 18; il venerdì dalle 8.30 alle 14.

Soddisfatto, sul punto, il commento di Francesca Pietroforte, consigliere della Città Metropolitana di Bari con delega ai Beni Culturali: “Riaprire gli spazi espositivi e i luoghi dedicati alla cultura, all’arte, alla lettura dopo più di due mesi rappresenta un segnale importante per un settore che sta subendo le dure conseguenze dell’emergenza sanitaria. Con le precauzioni necessarie a tutelare la salute di tutti, rispettando le indicazioni che il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ci ha fornito, riprendiamo ad accogliere i visitatori. Non ci siamo mai fermati, mantenendo un rapporto costante con i cittadini che richiedevano materiale bibliografico o frequentavano le mostre virtuali, ma un museo e una biblioteca non hanno ragione di esistere senza la presenza di chi consulti un volume o apprezzi la bellezza di un dipinto dal vivo. Ripartire, con cautela e responsabilità, è una scelta consapevole che deriva da queste considerazioni”.

 


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