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La ASL Bari ha assunto 70 assistenti sociali a tempo indeterminato. Dopo il reclutamento di 90 logopedisti e 50 tecnici della Riabilitazione psichiatrica, l’Area risorse umane dell’azienda sanitaria ha dato il via libera nelle ultime ore alla assunzione in pianta stabile di altro personale, ossia 70 figure professionali specializzate in assistenza socio sanitaria per distretti e presidi ospedalieri. Il reclutamento prevede da un lato l’assegnazione del ruolo ai vincitori di concorso e dall’altro lo scorrimento delle graduatorie: questo significa che alle prime 70 unità, se ne potrebbero aggiungere altre già nelle prossime settimane.

Si tratta del secondo step del piano assunzioni che la ASL sta portando avanti con un chiaro obiettivo: potenziare il personale in modo tale da offrire agli utenti un maggior numero di specialisti in grado di soddisfare le necessità di persone e/o famiglie, specie quelle che si trovano in condizioni di disagio socio sanitario.  Gli assistenti sociali assunti andranno a potenziare gli organici dei distretti e saranno dedicati in modo particolare alle unità di valutazione multidisciplinare (UVM), alle cure domiciliari, alle attività dei consultori e alle unità di Neuropsichiatria della Infanzia e dell’adolescenza (NPIA). Mentre nei presidi ospedalieri saranno destinati alle direzioni mediche, con un ruolo attivo in più attività, a partire dalle dimissioni protette.

Come disposto dalla normativa attuale, i servizi sociali professionali sono indispensabili in numerosi ambiti di intervento, quali materno infantile, disabili, anziani e persone non autosufficienti con patologie croniche-degenerative, dipendenze da alcol, droga e farmaci, patologie psichiatriche, patologie per infezioni da HIV, e pazienti terminali.

L’assistente sociale è inoltre una figura chiave nelle unità di valutazione multidisciplinare (UVM), èquipe multi professionale con competenze specifiche che prendono in carico cittadini con bisogni sanitari e sociali complessi e che hanno il compito di rilevare e classificare le condizioni di bisogno, per poter disegnare il percorso ideale di trattamento dell’utente.

Sono valutate dalla UVM tutte le domande che possono prevedere l’attivazione di servizi socio-sanitari residenziali, semiresidenziali e ambulatoriali integrati. L’assistenza domiciliare si rivolge a persone con patologie trattabili a domicilio al fine di evitare il ricorso inappropriato del ricovero in ospedale o ad altra struttura residenziale; ai pazienti dimessi dalle strutture sanitarie con necessità di prosecuzione delle cure; a famiglie in condizioni di disagio e a persone che necessitano di interventi mirati al recupero, al reinserimento, all’autonomia, alla salvaguardia delle relazioni sociali e famigliari.


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