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I sindacati Medici Italiani (S.M.I.) – Puglia, il Snami – Puglia, il Simet – Puglia e la C.G.I.L. Fp Medici – Puglia hanno inviato una diffida alle autorità regionali politiche e sanitarie pugliesi intimando di porre in essere con urgenza le misure, le garanzie e le condizioni relative all’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi, resa obbligatoria per i medici di assistenza primaria (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) da accordi sottoscritti dalla F.I.M.M.G. e da altre organizzazioni sindacali: Intesa Sindacale e FIMP.

 La diffida, predisposta e sottoscritta dall’avvocato Alessandro De Benedictis del foro di Bari, ha ad oggetto i seguenti punti: la richiesta di fornitura di dispositivi di protezione individuale conformi alle norme e specifiche tecniche vigenti; la richiesta di effettiva ed efficace attivazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (U.S.C.A.), sulle quali incombe, per legge, l’obbligo di provvedere alla gestione medico – sanitaria dei pazienti affetti da COVID – 19, in modo tale da consentire ai medici di medicina generale di occuparsi della gravosa attività di assistenza medica, domiciliare e non, ordinaria (ovvero non COVID); la segnalazione dell’oggettiva inidoneità e inadeguatezza di molti locali sedi degli studi dei medici di medicina generale ad eseguire i tamponi rapidi in condizioni di sicurezza per medici e pazienti.

 La richiesta inviata alle autorità regionali politiche e sanitarie pugliesi è stata dettata dalla necessità di garantire che l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi, resa obbligatoria per i medici di assistenza primaria, venga effettuata in condizioni di massima sicurezza sia per gli stessi medici, sia per i pazienti da loro assistiti, anche in considerazione della perdurante gravità dell’emergenza sanitaria connessa al virus Covid – 19.


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