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Non ce l’ha fatta Vincenzo, il bimbo di 11 anni del rione Tamburi di Taranto, che combatteva contro un linfoma linfoblastico primitivo nelle ossa, malattia che in tanti nella sua città hanno messo in relazione alle emissioni nocive dello stabilimento siderurgico.

Sui social è così montata l’indignazione di cittadini e associazioni che tornano a invocare la chiusura delle fonti inquinanti, proprio nel giorno in cui si annuncerà l«accordo tra governo e ArcelorMittal per la nuova compagine societaria. A fine giugno il piccolo Vincenzo era partito per Roma con i suoi genitori, a bordo del camper-taxi dell’associazione Simba per tentare il tutto per tutto nella cura all’ospedale Bambin Gesù. Grazie a una gara di solidarietà furono raccolti oltre 8mila euro per contribuire a sostenere le spese della lunga degenza nella capitale, dove il piccolo si era trasferito per un trattamento di immunoterapia e poi il trapianto del midollo. Scrive su Facebook il movimento Tamburi Combattenti: »Apprendiamo che il piccolo Vincenzo, purtroppo, non ce l’ha fatta. Ha lottato fino alla fine. Siamo vicini alla famiglia e ci stringiamo al loro dolore e cordoglio. Un altro figlio dei Tamburi che va via prematuramente«. Oggi, a quanto si apprende, è previsto alle 19 il passaggio del feretro sotto l’abitazione della famiglia, in piazza Masaccio, dove sosterà mezz’ora per un ultimo saluto a Vincenzo. Poi la salma raggiungerà il cimitero San Brunone che si trova a poche centinaia di metri dal siderurgico ex Ilva.


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