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L’ufficialità è arrivata nella serata di ieri e, in poche ore, ha scatenato non poche polemiche. Con la firma dell’ordinanza del ministro Speranza, da domani la Puglia diventa zona gialla insieme a Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Umbria. Una decisione che, secondo lo stesso presidente della Regione, Michele Emiliano, dimostra come il locale sistema sanitario abbia “retto l’ondata”, ma che si accompagna a numeri relativi al contagio, di fatto, tutt’altro che rassicuranti. Nonostante la precisazioni dell’assessore regionale alla Sanità Lopalco, relative ad un bollettino epidemiologico che avrebbe contato decessi riferiti anche ai giorni precedenti, fanno impressione le 72 morti a causa delle complicanze da Covid-19 e le 42 persone che, ieri, sono entrate in terapia intensiva. Numeri ancora troppo alti che, con particolare riferimento a quelli relativi alle rianimazioni, per il secondo giorno di seguito superano i dati della stessa Lombardia, generando allerta e preoccupazione tra la cittadinanza. 

Un clima reso ancora più confuso dai repentini cambi di rotta a livello locale e nazionale, per cui tanti sono coloro che, già da ieri sera, hanno affollato la pagina Facebook del governatore Emiliano per esprimere la propria perplessità sul nuovo allentamento delle restrizioni:  “Sono un infermiere e lavoro nel servizio Emergenza Urgenza 118 da ormai 20 anni. Pur avendo sempre rispettato i protocolli, dal 25 novembre sono positivo – racconta un utente – Probabilmente è accaduto proprio perché negli ultimi giorni sono stato costretto a restare in ambulanza anche per 8 ore accanto al paziente positivo, in uno spazio ristretto, in attesa che si liberasse un posto in ospedale. Caro Presidente – prosegue il post – voglio solo comunicarle che questa tendenza a ridurre le restrizioni o ad accettare passivamente le riduzioni, la vivo come una mancanza di rispetto nei confronti del mio lavoro. Ascolti chi è al fronte, chi è dentro l’ambulanza, dentro l’ospedale”. 

Tanti altri, coloro che fanno eco a questo appello, chiedendo al governatore Emiliano di intervenire in senso contrario: “Chiuda la Puglia, altrimenti da questo virus non ne usciamo più”, scrive una donna, chiedendosi come è stato possibile diventare zona gialla. “Troppi morti a Cerignola: chiudete tutto”, ripete un altro utente residente nel Foggiano. Ma se tanti sono i cittadini pugliesi che stanno esprimendo il proprio malcontento nei confronti del presidente della Regione, tanti altri sono coloro che sperano che un aiuto, in questo senso, possa giungere dai sindaci, per mezzo di ordinanze comunali in grado di stringere un po’ la maglia delle norme anti-contagio “allentate” con il cambio di colore della Regione.  

“Solo lei ci può salvare. Non ci lasci annegare in questo mare di…zona gialla”, scrive una donna al sindaco di Bari, Antonio Decaro, chiedendo un’ordinanza ad hoc per la città. E ancora: “Le sembra giusto che dal 6 di dicembre passiamo a zona gialla con i morti e i contagi che ci sono in Puglia. Lei doveva impedire ciò”, fa eco un altro utente sulla pagina del primo cittadino, dove in tanti invocano nuovi controlli, temendo che la nuova situazione regionale possa indurre i cittadini ad allentare anche lo stesso buonsenso e ridurre, così, l’uso della mascherina. 

Da Bari a Bitritto, dove in occasione di una diretta Facebook, il sindaco Giuseppe Giulitto ha annunciato il passaggio alla zona gialla definendola una “decisione prematura”. E poi ancora a Bitonto, dove il primo cittadino Michele Abbaticchio sta rispondendo in queste ore ad un fiume di commenti che giungono dagli utenti sulla sua pagina Facebook: “Sindaco, la gestione della pandemia fa acqua a tutti i livelli! C’è da aver paura veramente! – scrive un cittadino, che prosegue con il suo appello – So bene che la responsabilità di tutto questo non è sua, ma la prego di farsi sentire a livello metropolitano e regionale! Occorrono più tamponi e più  controllo del territorio!” 

E, ancora, polemiche anche a Foggia, dove a seguito dell’ultima ordinanza del ministro della Salute e della decisione dello stesso sindaco Franco Landella di lasciare aperti i mercati giornalieri per la mattina dell’Immacolata e per le prossime domeniche, tanti sono coloro che stanno affollando i profili social dell’amministrazione con richieste di ordinanze ad hoc per le Vigilie (la sera del 7 dicembre, come anche per la Vigilia di Natale) e per i giorni di festa, in modo da dissuadere la popolazione a riversarsi nelle strade, a creare assembramenti e a organizzare cenoni. 


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