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“Davvero riteniamo che la città di Bari abbia necessità di celebrare il suo patrono con un colosso del genere?” A parlare, sulla sua pagina Facebook, è Pietro Petruzzelli, assessore del Comune di Bari con delega alla Qualità della vita, che esprime il suo parere sul dibattito, molto caldo negli scorsi giorni, del progetto della statua di San Nicola che un gruppo informale ha proposto di realizzare nei pressi della Fiera del Levante tramite una petizione sul web. 

“In questi giorni c’è una querelle che sta infiammando gli animi di cittadini, associazioni e istituzioni: la proposta di realizzare una statua raffigurante il nostro patrono, San Nicola, alta ben 70 metri, a poca distanza dall’ingresso Orientale della Fiera del Levante – scrive Petruzzelli nel suo post, che riporta anche l’immagine del rendering dell’idea – Ora, non sarò un esperto di statue e tanto più di mega statue. Ma lasciatemi fare alcune considerazioni in merito: non pensiamo che sia anacronistico voler utilizzare una statua – e per di più di tali dimensioni – per ricordare a tutti la nostra devozione nei confronti del santo e per voler celebrare Bari nella sua identità più profonda?”

L’assessore comunale si interroga sulla reale necessità di un’opera così imponente per la città di Bari e fa riferimento a simili statue celebrative di un’identità culturale o nazionale – come la statua della Libertà negli Stati Uniti o il Cristo Redentore a Rio de Janeiro – definendole “costruzioni che hanno caratterizzato un’altra epoca. Entrambe – prosegue Petruzzelli – risalgono all’800 ma la seconda fu realizzata negli anni 30 del secolo scorso. Per quanto ad oggi siano ormai simbolo delle città che le ospitano, rappresentano un modo di celebrare il progresso davvero anacronistico e soprattutto in controtendenza rispetto al percorso che la nostra città sta portando avanti ormai da qualche anno. Perché da qualche anno Bari è una città che guarda al futuro con una visione orizzontale e partecipata e non certo con uno sviluppo verticale”.

E ancora, a chi sostiene che la grande statua di San Nicola porterebbe turismo e attrattività alla città di Bari, l’assessore risponde che, a far ciò, ci pensano già la storia, il cibo, il clima, le bellezze, il patrimonio artistico-culturale tipici del capoluogo pugliese: “Una città è attrattiva non se la celebriamo con un colosso del genere, ma se lavoriamo quotidianamente, istituzioni e cittadini, per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti, per garantire al meglio i servizi, per ridurre le disuguaglianze tra i quartieri, per rendere le periferie sempre meno marginali, per valorizzare e tutelare l’ambiente e il patrimonio artistico e culturale – scrive Pietro Petruzzelli – Allora sì che una città diventa attrattiva. Ed è questo il percorso che abbiamo con coraggio e determinazione intrapreso anni fa. Non servono singole grandi opere verticali, ma tanti piccoli interventi orizzontali, micro-progetti diffusi che hanno il vantaggio di cambiare in meglio la fisionomia di tanti quartieri e di rendere quindi più bella la città intera”, prosegue l’assessore, che si appella alla collettività affinché si declini in l’attrattività in chiave contemporanea: “Bari ha davanti a sé un futuro di sviluppo e progresso, fatto di partecipazione collettiva, di cittadini, di comunità”, conclude. 


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