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“Portati via questo Covid che ha stravolto le nostre vite”. Comincia così una lettera per Natale raccolta da Borderline24 dal comitato per la salvaguardia della zona Umbertina.

“Caro Babbo Natale – si legge nella lettera – fai in modo che il ricordo di questa terribile esperienza, non svanisca, ma serva ad illuminare le menti di politici, amministratori e di quegli irresponsabili (numericamente pochi ma di alta visibilità) che con i loro deprecabili comportamenti hanno pregiudicato la stragrande maggioranza dei concittadini (attenti, ligi alle raccomandazioni e rispettosi degli altri) non solo sotto l’aspetto sanitario ma anche sotto quello economico ed emotivo/relazionale. Peraltro il riproporsi di altre pandemie veicolate sempre da virus  della famiglia “coronavirus” viene ritenuto dagli scienziati un evento estremamente probabile (vedasi ad esempio “Event 201” di ottobre 2019 con lo scenario ipotizzato per un coronavirus  molto simile al Covid19) per cui farci trovare “nuovamente” impreparati sarebbe da stolti”.

I residenti della zona Umbertina chiedono la fine della “mala movida” con l’istituzione delle zone di tutela “previste dall’art 64 comma 1-3 del D.Lgs 59/2010 in modo che anche nell’Umbertino si possa favorire uno sviluppo territoriale programmato, ordinato, armonico e soprattutto qualitativo”.

“Siamo favorevoli alla “movida” – continua la lettera –  intesa però nel suo significato originario di “intensa e vivace vita artistica e culturale notturna” (dizionario Treccani), che normalmente produce una valorizzazione non solo del territorio e delle varie attività ivi insediatesi ma anche favorisce una vitalità in campo culturale e artistico e stimola un dinamismo intellettuale. Siamo invece assolutamente contrari al far west della MALA MOVIDA, senza regole e controlli, insediatasi, in mancanza dello strumento normativo sopra indicato e della conseguente corretta pianificazione territoriale, nell’Umbertino. L’esperienza maturata in questa emergenza pandemica dovrebbe aver fatto comprendere che far concentrare oltre una sessantina di locali di ristorazione (in massima parte in 3-4 isolati), che richiamando una moltitudine di avventori, favorisce i pericolosi assembramenti è da stolti. Le conseguenze purtroppo sono sotto gli occhi di tutti”.

“Si inverta finalmente la rotta e si istituiscano i “poli gastronomici”, nei vari quartieri cittadini, cosi da decongestionare gli ambiti territoriali oltremodo saturi di locali (come Umbertino) e rivitalizzare quei contesti ora in abbandono – continua la lettera –  Una “vivace vita artistica e culturale notturna” nei diversi quartieri cittadini può costituire un importante fattore di sviluppo e di volano anche per altre attività commerciali ove venga armonizzato con il contesto e soprattutto venga governato e regolamentato onde impedire che degeneri e si trasformi nel deleterio “caos notturno” attuale che ora caratterizza l’Umbertino. E’ assolutamente possibile, come avviene nelle grandi città non solo europee, coniugare la vita notturna, anche vivace, con ordine e sicurezza pubblica, qualità della vita e tutela del contesto urbano. Peraltro adottare lo strumento normativo sopra indicato (istituzione zone di tutela) significa acquisire lo strumento per procedere alla “pianificazione territoriale” e quindi favorire uno sviluppo omogeneo dell’intera città. Perché costringere migliaia di giovani a pericolose e problematiche migrazioni notturne per aggregarsi tutti nel medesimo luogo ?”

“Restano – conclude la lettera –  poi i consueti problemi in termini di viabilità, igiene, sicurezza e altro che pregiudicano la qualità della vita di tutti coloro che a vario titolo abitano o frequentano l’Umbertino che anche quest’anno ti chiediamo di risolvere cosi esaudendo anche queste ulteriori nostre richieste”. (foto repertorio)


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