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Buoni spesa, su oltre 9mila domande pervenute in questa seconda ondata, 734 non sono state ammesse (fino ad ora ma i controlli sono in corso). Si tratta, in particolare, dell’8% delle persone che ha fatto domanda  e che, stando ai dati, avrebbe dichiarato il falso, omettendo di percepire già altre tipologie di contributi, tra i quali, ad esempio, il ReD, ovvero il reddito di dignità.

Le domande, pervenute fino alla mezzanotte del 23 dicembre, momento in cui la possibilità di compilare il form online per fare richiesta è stata sospesa, sono state 9245. In totale i fondi per i buoni spesa ammessi hanno raggiunto un totale di 1 milione e 268mila euro. Questi fondi offriranno supporto, nello specifico, a 13.344 persone, risultate idonee.

Intanto, per rispondere alla necessità di consentire agli uffici incaricati di quantificare l’impegno di spesa necessario per evadere le domande restanti, prima di accoglierne nuove, il form online è stato sospeso.

Dal Comune infatti ricordano che “Trattandosi di un bando a sportello, i fondi a disposizione dell’amministrazione comunale, pari a 2 milioni 430mila euro, si riducono via via che, ad esito dell’istruttoria, vengono riconosciuti i buoni spesa (da 10 euro l’uno) in favore dei richiedenti, e che ogni persona potrà ricevere buoni spesa per un valore di 100 euro mentre per i nuclei familiari composti da 4 o più persone i buoni spesa non potranno superare il valore complessivo di 400 euro”.

Non appena il form sarà riattivato si potrà dunque procedere con le richieste. Per partecipare è necessario che i cittadini abbiano un reddito ISEE pari o inferiore a 3mila euro nel cui nucleo familiare non vi siano beneficiari di altre forme di sostegno pubblico al reddito. Possono fare richiesta anche i cittadini che, pur avendo un reddito ISEE pari o inferiore a 3mila euro beneficiano di altri contributi pubblici, i quali potranno richiedere i buoni spesa sulla base dell’attestazione dello stato di necessità da parte dei Servizi sociali. In questo caso, va specificato, saranno tenuti in considerazione l’entità del contributo percepito, il carico familiare (presenza di minori e disabili) e altri indicatori di disagio sociale dichiarati.

Infine, potranno fare richiesta tutti i cittadini con ISEE superiore a 3mila euro, che potranno però accedere alla misura solo se certificano di aver subito gravi conseguenze economiche a causa dell’emergenza sanitaria, ad esempio, licenziamento, sospensione attività con partita IVA e di non avere, inoltre,  depositi bancari superiori a 6mila euro.

Una volta accolta la richiesta, i nominativi verranno trasmessi, in base alla residenza dichiarata, ai Centri servizi per le famiglie dislocati nei diversi quartieri, che provvederanno a contattare le persone idonee per il ritiro dei buoni spesa presso le sedi che verranno indicate. In fase di consegna sarà realizzato inoltre un colloquio per rilevare eventuali bisogni e necessità ulteriori al fine di avviare azioni di sostegno supplementari alla misura economica.

I buoni, va specificato, potranno essere utilizzati esclusivamente per i prodotti acquistabili previsti, tra questi, quelli alimentari (non alcolici e super alcolici), prodotti per l’infanzia e per l’igiene per l’infanzia (omogeneizzati, biscotti, latte, pannolini, ecc.), prodotti per l’igiene ambientale (detersivi, detergenti, prodotti per la sanificazione, ecc), prodotti per l’igiene personale (saponi, dentifrici ecc..), prodotti di parafarmacia, presso la grande distribuzione e i negozi aderenti.


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