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I lavoratori della ristorazione chiedono giustizia. E’ quanto emerge da una lettera indirizzata ai prefetti di diverse province italiane, tra cui la Puglia. Una richiesta di chiarimenti urgenti e risarcimenti per danni al comparto Ho.re.ca. E’ questo l’oggetto della lettera scritta a più mani dai lavoratori del settore. Una richiesta che arriva in un momento in cui tutto il comparto si trova in grandissima difficoltà.

Si susseguono, in concomitanza con i cambiamenti dettati dai decreti varati dal governo, le continue limitazioni alle attività di impresa che, di fatto, stanno mettendo in ginocchio uno dei settori tra i “Principali motivi di orgoglio dell’intero sistema paese” – scrivono nella lettera indirizzata anche al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e al ministro delle Attività Produttive Stefano Patuanelli.

Tre, in particolare, le richieste scritte nero su bianco all’interno della lettera, tra queste: favorire l’immediato decadimento di tutte quelle norme che limitano le attività del comparto Ho.re.ca fino ad ora vigenti in maniera iniqua, intercedere in nome e per nostro conto con l’Ill.mo Presidente della Repubblica affinché sia ripristinato al più presto il rispetto dei principi fondamentali della Carta Costituzionale e, infine, di farsi tramite tra la categoria Ho.re.ca ed il Governo per ottenere che allo stato di emergenza sanitaria faccia seguito, come già in altri paesi dell’Unione, la proclamazione dello stato di emergenza economica con la previsione di immediati risarcimenti per i danni causati da chiusure e limitazioni (lucro cessante e danno emergente calcolati sulla base del fatturato annuale 2019).

“Dopo il primo periodo durissimo del lockdown di marzo – scrivono – prima ancora di aver avuto il tempo necessario per riorganizzarci, siamo stati costretti a nuove pesanti restrizioni lavorative ed oggi, avendo ricevuto mediamente come ristori solo il 2,5% del fatturato annuo, siamo ridotti alla disperazione, ci sentiamo discriminati, privati dei nostri diritti ed abbandonati. Mentre i ristori fino ad ora erogati sono andati effettivamente a beneficio delle imprese, nulla è stato previsto per sostenere noi piccoli imprenditori e le nostre famiglie. In questi mesi abbiamo adeguato le nostre attività allo stato di emergenza sanitaria con ulteriori sacrifici economici e sforzi organizzativi”.

In particolare, sottolineano, sono stati adottati rigidi protocolli sanitari, tra cui sanificazione degli ambienti, adozione di una drastica riduzione dei coperti disponibili, ma non solo. Anche una drastica riduzione degli orari di lavoro ed una drammatica contrazione dei ricavi, favorendo l’uso della moneta elettronica con un ulteriore aggravio di costi.

“Senza esitazione ci siamo resi disponibili ad ogni richiesta – proseguono – Con piglio collaborativo, senso di responsabilità e spirito di abnegazione. Da ottobre sono trascorsi settantacinque giorni di ulteriori sofferenze, tra coprifuoco, chiusure forzate, incertezze e nuove restrizioni, eppure oggi tutti i dati raccontano in maniera netta che i nostri sacrifici non sono serviti a nulla. Il nostro appello riporta la disperazione di un’intera categoria che rischia di pagare un tributo altissimo alla crisi. Se non ci sarà un drastica inversione di tendenza, nel 2021 migliaia di aziende si troveranno nell’impossibilità di far fronte a scadenze commerciali, tasse, imposte, oneri e contributi.

Intanto prosegue il sit-in permanente in piazza Prefettura a Bari. Negli scorsi giorni, i lavoratori hanno infatti allestito una tavola apparecchiata con l’ obiettivo di “Sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ai rischi di implosione di un intero comparto cruciale dal punto di vista economico e sociale per l’ intera regione” – ha spiegato Gianni Del Mastro, responsabile Horeca Bari.

Nelle scorse ore si è tenuto l’incontro con il prefetto di Bari in cui è stato consegnata la lettera scritta a livello nazionale nella speranza che le richieste possano essere accolte.

“Il prefetto – ha commentato Del Mastro –  ha ascoltato e condiviso il nostro grido di disperazione, ci ha dato assicurazione che si farà portavoce  delle nostre richieste presso gli esponenti del Governo . Nel frattempo continua lo stato di agitazione della nostra categoria,  una mobilitazione ormai estesa a tutta la regione in forme e modalità coordinate – ha specificato, sottolineando che il coordinamento regionale Ho.re.ca non aderisce alla campagna #ioapro prevista a partire dalla giornata di oggi.

“Non ne condividiamo il metodo – ha concluso Del Mastro – Esporrebbe sia clienti che gestori  a rischio di sanzioni e sarebbe facile preda di strumentalizzazioni politiche o mediatiche. Rispettiamo comunque la libertà di scelta di chi volesse aderire. Continuerà invece la mobilitazione nel rispetto della legalità e del senso civico di comunità”.


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