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Si è costituito il gruppo di lavoro per lo studio sulla quota di partecipazione alla spesa sanitaria per prestazioni indebitamente fruite, in merito alle migliaia di lettere inviate in queste settimane ai cittadini per il recupero del ticket per prestazioni sanitarie erogate in regime di esenzione da reddito dal 2011 al 2015. Ad aderire al progetto per supportare i cittadini e fornire adeguate risposte ai quesiti, in via del tutto gratuita, saranno gli avvocati Francesco Papapicco e Krizia Colaianni, entrambi con sede a Bari.

“Come annunciato nei giorni scorsi abbiamo istituito un pool di esperti che possa aiutare i cittadini di tutta l’area metropolitana a chiarire le proprie posizioni debitorie nei confronti della Asl – spiega il capogruppo del Misto di centrodestra al Comune di Bari, Michele Picaro -. All’indomani delle oltre 30mila cartelle inviate dall’azienda sanitaria locale per il recupero di esenzioni non dovute. A nostro avviso tale decisione risulta non solo intempestiva, dato il difficile momento di crisi, ma anche inopportuna visto che la Asl ha tutti gli strumenti per verificare la lista delle prestazioni non dovute sotto regime di esenzione. E invece l’azienda ha unilateralmente scelto di scaricare sugli utenti la responsabilità di verificare le proprie ed eventuali posizioni debitorie. Una circostanza che sta mandando in confusione diversi cittadini. Per questo ringrazio i due legali baresi che hanno subito deciso di mettersi gratuitamente a disposizione della comunità. E a breve istituiremo punti di raccolta in tutta l’area metropolitana per fornire ulteriori informazioni e chiarimenti”.

Sul tema, anche la consigliera del M5S Antonella Laricchia ha scritto al direttore generale della Asl di Bari Antonio Sanguedolce: “I cittadini destinatari delle richieste – dichiara Laricchia – mi hanno segnalato difficoltà a prendere contatti con la ASL stessa, per poter ricevere chiarimenti sulle le ragioni e sulla fondatezza o meno delle richieste di risarcimento e anche solo per avere informazioni per accedere al sistema telematico per inviare la documentazioni che comprovi l’effettiva spettanza dell’esenzione e contestare quindi la richiesta”.

Come si legge sul portale sanita.puglia.it “al momento della prescrizione il medico  verifica telematicamente il diritto all’esenzione e riporta il relativo codice sulla ricetta”. Il medico prescrittore, su richiesta del paziente, rileva l’eventuale codice di esenzione e lo riporta sulla ricetta. Gli ambulatori riconoscono, infatti, l’esenzione per reddito solo in presenza del relativo codice di esenzione riportato dal medico sulla ricetta del Servizio sanitario nazionale.

“Ho chiesto quindi per vie formali al direttore generale dell’Asl Bari, Antonio Sanguedolce -continua  la consigliera Laricchia – per quale motivo si stia procedendo all’invio delle note di risarcimento  a distanza di 10 anni dall’erogazione delle prestazioni e di e di fornire ogni utile indicazione di condotta ai CUP ed ai cittadini che ne facciano richiesta. Parliamo di cifre in alcuni casi molto alte e i contribuenti devono sapere con chiarezza come fare per presentare la documentazione che attesti l’effettiva spettanza dell’esenzione”.


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