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“Una brutta pagina nella storia del M5S e della Puglia”, inizia così il lungo post della consigliera regionale del M5S, Antonella Laricchia, candidata alla presidenza della Regione Puglia lo scorso settembre, che critica la decisione del suo partito di allearsi con la maggioranza di Michele Emiliano ed entrare in Giunta.

“Autorizzando la nomina di un assessore del MoVimento 5 Stelle nella Giunta regionale di centrosinistra – scrive su facebook – Vito Crimi ha dato un’ulteriore e violenta picconata alla credibilità del M5S e a me dispiace troppo che sia tanto difficile, per lui e per qualcun altro, capire che un M5S poco credibile è un M5S che non riesce più a cambiare in meglio la vita dei cittadini. Lo ha fatto con un post sulla sua personale pagina Facebook e non sul canale ufficiale d’informazione del M5S, indizio di una sorta di “illegittimità” dell’atto compiuto. Un atto probabilmente pianificato da tempo, ma che appunto a lungo è stato impossibile da realizzare, per via della nostra storia e dei nostri valori, e dunque non restava che cogliere il giorno delle dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri per farlo. L’autorizzazione alla nomina poi viene presentata come la fine di un percorso di condivisione di temi e ottenimento di risultati, ma non c’è niente di vero in questa narrazione dei fatti. Pensate che ai consiglieri del M5S che si sono prestati a questo, fu suggerito di confrontarsi con Michele Emiliano, scegliendo i punti del nostro programma elettorale più accettabili dalla sua maggioranza”. Laricchia critica anche i suoi colleghi: “Devo smentire – prosegue – anche la narrazione di una collaborazione che avrebbe prodotto risultati, semplicemente ricordando che nella prima seduta di bilancio di previsione della scorsa legislatura abbiamo ottenuto più risultati di quanti ne abbiamo ottenuti in questa”. “In tutto questo – prosegue – non posso dimenticare che centinaia e centinaia di iscritti pugliesi hanno chiesto a Vito Crimi almeno un incontro e per ben due volte un voto su Rousseau immediatamente. Questo capo politico reggente, in quattro mesi non ha mai trovato il tempo e la motivazione di ascoltare gli iscritti della forza politica che dirige. Tuttavia, è corso subito ad accontentare Emiliano che, a quanto pare, non poteva più aspettare”.


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