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Come ogni inverno, dopo le mareggiate, una parte del lungomare Nazario Sauro nel centro di Bari si accumulano centinaia di chili di alghe, nello specifico posidonie, e tanti rifiuti tra cui plastica e polistirolo. Nelle ultime ore soprattutto sotto la struttura “palafitta” del teatro Margherita il fondale ormai profondo pochi centimetri è invaso da fanghiglia, scarti e perfino una giacca da lavoro (foto anteprima).

Sarà necessario un intervento di bonifica da parte degli operatori di Amiu, come accaduto nel 2019 – VIDEO IN BASSO – quando nel corso delle operazioni di pulizia dell’azienda municipalizzata furono eliminate duemila tonnellate di alghe anche grazie a una piccola imbarcazione messa a disposizione dal Circolo della Vela. C’è perfino un gozzo affondato per metà (la barca tradizionale in legno dei pescatori baresi).

Le alghe dovranno essere smaltite in impianti specifici e non sempre ve ne sono di disponibili a ricevere l’intera quantità presente sul litorale. Se poi si aggiunge il costo per la rimozione e lo smaltimento è evidente che solo una programmazione da parte di Amiu Puglia potrà riuscire ad evitare che i costi aumentino in modo eccessivo. Intanto il colpo d’occhio per un simbolo cittadino è notevolmente penalizzato dalla mancanza di manutenzione ordinaria.

La posidonia, una pianta marina comunemente identificata come alga, dimostra il buono stato di salute dello specchio d’acqua ma come controindicazione ha il cattivo odore quando si decompone. E si aggiunge l’impatto antiestetico sulla costa. Le posidionie sono in grado anche di sequestrare Co2 dall’atmosfera e di regolare l’acidità del mare. In passato gli interventi combaciarono col restyling pochi giorni prima della corsa Dj Ten e della visita di papa Francesco.


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