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Il Covid continua a correre in Puglia e i dati sui contagi nelle scuole, riportati nell’ordinanza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, certificano un trend che non accenna a diminuire. Nell’ultima settimana di rilevazione, tra il primo e il 6 marzo, sono stati 524 gli studenti contagiati, 175 il personale scolastico. I provvedimenti di quarantena sono stati 3288.

“La ripresa dell’attività di circolazione del virus – si legge nel documento della Regione Puglia –  ha avuto inizio a partire dall’inizio di ottobre, ad una settimana circa dall’inizio dell’anno scolastico. Nel corso del mese di dicembre, dopo le restrizioni imposte a novembre, si è assistito ad un rallentamento dei contagi, che ha ripreso forza subito dopo le festività natalizie; durante il mese di febbraio l’andamento è stato consistentemente in discesa, fino all’ultima settimana di monitoraggio, che evidenzia invece un nuovo trend in crescita, che risulta confermato anche nella prima settimana di marzo”.

Il dato di incidenza regionale relativo alla settimana indice di monitoraggio 1-6 marzo si attesta a 206 casi per 100.000 abitanti (vs. 178 della settimana precedente), che raggiunge i 293 casi per 100.000 abitanti nella provincia di Bari e 243 nella provincia di Taranto.

Il tasso di incidenza settimanale, stimato attraverso i dati del flusso aggregato della Protezione Civile alla data del 9 marzo, risulta pari a 214 per 100.000 abitanti, con forti eterogeneità geografiche: la provincia di Bari raggiunge valori pari a 306 per 100.000 abitanti, la provincia di Taranto a 275 per 100.000 abitanti. In tutte le province pugliesi si registra una variazione percentuale positiva negli ultimi 7 giorni: +53% a Lecce, + 29% a Taranto, +20% a Bari, +15% a Brindisi e a Foggia, +2% a Barletta-Andria-Trani.

Per quanto riguarda i contagi in ambiti scolastici, nelle ultime due settimane di monitoraggio si manifesta una chiara inversione di tendenza rispetto alle settimane precedenti, con una ripresa della circolazione virale che interessa tutte le età: la salita appare più ripida nelle classi di età 19-24 e 0-18 anni, mentre appare stabile la situazione dei contagi nelle fasce anziane, come pure l’attività di accertamento diagnostico. Conseguentemente, si evidenzia anche un aumento della proporzione di primi test positivi nelle stesse classi di età interessate dall’aumento dei contagi: da segnalare l’incremento dei tassi nelle fasce di età 3-5 e 11-13 nonostante una flessione nel numero di tamponi eseguiti nell’ultima settimana.

Come già evidenziato attraverso l’analisi dei trend per fascia di età, il confronto tra l’ultima settimana di monitoraggio e la seconda settimana del mese di febbraio evidenzia che l’incremento percentuale più rilevante interessa le fasce di età 0-5 e 6-10 (+59%), 19-24 anni (+55%) e 14-18 anni (+51%) in un contesto di complessivo aumento dei nuovi casi.

La frequenza in classe.  Dall’analisi dell’ultima settimana di monitoraggio si evince un aumento della frequenza in presenza rispetto alla precedente con 29.455 studenti in più, nonostante i plessi che hanno contribuito alla rilevazione siano 239 in meno: in particolare, la frequenza aumenta dal 30 al 42% nelle scuole dell’infanzia; dal 32% al 45% nelle scuole primarie; dal 17% al 24% nella scuola secondaria di primo grado; rimane sostanzialmente stabile intorno al 3% nelle scuole secondarie di secondo grado. Si registrano in totale 524 nuovi contagi tra gli studenti, 57 in più rispetto alla settimana precedente (di cui 39 nella scuola superiore di secondo grado). Non aumentano invece i contagi nel personale scolastico che risultano nella settimana pari a 175 (-59).

 


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