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Nella classifica delle 10 migliori città italiane in cui lavorare in smart working, Bari è al secondo posto dopo Bologna e prima di Genova. Un risultato notevole, considerato il lungo periodo Covid che ha reso necessario per molti il lavoro da casa, a distanza, anche per non esporsi all’eventuale rischio contagi in ufficio o nei mezzi di trasporto.

I parametri per entrare nella top ten stilata dalla community “Nomadlist” sono il costo della vita, la velocità della connessione a internet, divertimento e sicurezza. Quattro focus sono stati valutati direttamente dai quasi 18mila iscritti che popolano la piattaforma. Nel dettaglio, il capoluogo pugliese a livello mondiale si posiziona al 352esimo posto con una valutazione complessiva di 3.29 su massimo 5 punti.

Alta la velocità della connessione a quota 21Mbps, e in prospettiva Bari è pronta a sperimentare il 5G nonostante i tanti dubbi dei più scettici. Il costo della vita “for nomad”, cioè tra i lavoratori con spirito itinerante, è valutato a 1.700 euro mensili (cento euro in più di Palermo). L’unico paramento insufficiente è la qualità degli ospedali. “Che dire, noi baresi sapevamo già che la nostra è una delle migliori città in cui vivere”, è una delle prime reazioni sui social da parte del consigliere comunale Elisabetta Vaccarella.


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