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San Severo, agguato durante i festeggiamenti per gli Europei: morto 42enne, in coma bimbo di 6 anni

Pubblicato da: redazione | Lun, 12 Luglio 2021 - 07:00
Ambulanza (foto archivio)

Aggiornamento ore 17.30-  Restano molto critiche le condizioni del piccolo di 6 anni ferito in un agguato a San Severo durante i festeggiamenti per la vittoria di ieri dell’Italia agli Europei di calcio. Al momento il bambino è in coma farmacologico, intubato e sottoposto a ventilazione assistita. Nelle prossime ore o giorni verrà strettamente monitorata l’evoluzione della condizioni cliniche, soprattutto nella eventualità che si renda necessario intervento chirurgico: si occupa  di lui una equipe multidisciplinare composta da rianimatori, chirurghi e radiologi.

 

La vicenda. Sarebbe un agguato in piena regola quello avvenuto intorno all’una di notte di ieri a San Severo, nel pieno dei festeggiamenti di piazza per la vittoria della nazionale italiana all’Europeo di calcio. A farne le spese un 42enne del luogo, Matteo Anastasio, ferito mortalmente da alcuni colpi di pistola sparati da una distanza ravvicinata.

Il giovane si trovava in viale Matteotti in sella al proprio scooter e in compagnia di suo nipote di 6 anni, quando alcune persone non ancora identificate lo hanno affiancato a bordo di un’altra moto e hanno aperto il fuoco. Il 42enne sarebbe stato colpito da numerosi colpi di pistola (sarebbero almeno 5 quelli esplosi) di cui, secondo le prime ricostruzioni, quelli al collo e alla testa sarebbero risultati fatali. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 che, però, non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Gravissime le condizioni del bambino che si trovava insieme a lui a bordo dello scooter, raggiunto da un proiettile all’addome e che attualmente si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione al Policlinico Riuniti di Foggia in coma farmacologico.

Matteo Anastasio era noto nel campo della criminalità organizzata del luogo: nel 2015 aveva preso parte all’omicidio del boss di San Severo, Giuseppe Bonaventura, scaturito a seguito di un contenzioso per un alloggio popolare. Anche suo fratello Giuseppe era stato ferito a morte a soli 33 anni in un agguato avvenuto 4 anni fa: nel 2003 era stato condannato a 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, dopo aver causato la morta di una bambina di 12 anni colpita da un proiettile vagante mentre era per strada.  Nel 2017, poi, l’agguato mortale, per il quale gli inquirenti avevano escluso collegamenti con l’episodio del 2003.

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