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Zaini che scoppiano, bambini curvati per sostenere il peso e genitori che sbraitano. Una immagine un pò esasperata, ma non tanto lontana dalla realtà. Messa da parte, almeno per il momento, l’ansia della “dad ma solo per scelta e delle quarantene varie ed eventuali, torna il solito tormentone: lo zaino è troppo pesante. Mentre i genitori ancora si interrogano se i bambini siano iscritti alla scuola elementare o all’università.

La questione è arrivata anche al Governo: da diversi anni è accesa, infatti, la polemica sul rapporto tra peso degli zainetti scolastici e rischio per la salute. Tutti d’accordo sul fatto che la  colonna vertebrale dei bambini e degli adolescenti è una struttura delicata, in un certo senso “critica”, è per questo giustificato che genitori, operatori scolastici e operatori sanitari prendano in seria considerazione il problema e prestino un’adeguata attenzione ai possibili fattori di rischio. Lo ha fatto anche il Governo che il 17 gennaio 2019 attraverso il Ministero della Salute e dell’istruzione, ha sancito l’accordo sul documento “Indirizzi di policy integrate per la Scuola che Promuove Salute” elaborato dal Ministero della salute e dal Ministero dell’Istruzione.

“Numerosi studi – spiega Andrea Piazzolla, responsabile dell’Unità semplice di Chirurgia vertebrale del Policlinico di Bari – negli ultimi anni hanno evidenziato una correlazione diretta tra modalità d’uso degli zaini scolastici e lombalgia. Secondo le linee guida della American Physical Therapy Association (APTA), 2016 e della Asociacion Espanola de Pediatria del 2014, il carico massimo di uno zaino scolastico dovrebbe essere compreso tra il 10% ed il 15% del peso corporeo. Vanno tuttavia – prosegue – tenute in considerazioni una serie di variabili estremamente importanti, prima fra tutte il sovrappeso e l’assenza di attività fisica.

È chiaro – prosegue – che, per bambini in sovrappeso, questo valore non dovrebbe mai superare il 10%. Altra variabile molto importante, ma di difficile valutazione, è rappresentata dagli adattamenti posturali che questi bambini hanno quando indossano gli zaini scolastici. Da questo punto di vista sicuramente il trolley può essere un utile ausilio per i giovani studenti in sovrappeso, consentendo di trasportare pesi maggiori, tra il 10% e il 20% del peso corporeo.

Spesso il mal di schiena in età scolare – spiega Piazzolla – è ricondotto allo zaino pesante ma nn può essere così. I giovani studenti sono tutti differenti tra loro: magri o obesi, alti o bassi, atletici o astenici, scoliotici o no. Ci sono tante differenze, quindi, anche non direttamente correlate alla schiena: pensiamo ad esempio alle alterazioni funzionali deambulatorie indotte dalla presenza di piede piatti. Ecco perché – conclude – andrebbe fatta una analisi ad personam per spiegare un mal di schiena”.

Il problema quindi non è strettamente legato agli zaini ma anche a un corretto stile di vita che trova espressione anche nelle indicazioni su come stare seduti correttamente, sulle ore trascorse a guardare la televisione, oppure dedicate ai videogiochi, così come sulla attività fisica regolare e l’implementazione delle competenze motorie. Anche attraverso la pratica sportiva, gli studenti hanno l’opportunità di imparare a prendersi cura della propria salute. Ecco perché la prevenzione al mal di schiena, in età preadolescenziale e adolescenziale, non può essere ristretta esclusivamente alla “gestione” del peso dello zainetto, ma va inserita all’interno di programmi più completi di “educazione alla salute”, in cui l’apprendimento di corrette posture e il potenziamento delle abilità motorie assumono particolare importanza. E se dobbiamo partire proprio dallo zaino, bisogna imparare anche a prepararlo: pesi più grossi e più pesanti vicino alla schiena ed eventualmente ripartire i pesi usando anche una borsa a mano.


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