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Il terzo trimestre dell’anno si chiude con un altro segno positivo all’anagrafe delle imprese, soprattutto per la Puglia, che occupa ora il quinto posto nella classifica nazionale con una crescita del +4,8%. Merito l’impatto dei bonus e superbonus del comparto edilizio che hanno portato il saldo tra aperture e chiusure al di sopra di quota 20mila imprese (22.258 imprese, per l’esattezza), una soglia superata solo due volte nei trimestri estivi del decenno pre-pandemico.

I dati emergono dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. A spingere sulla vitalità del sistema imprenditoriale nel trimestre da poco concluso sono state, in particolare, le costruzioni che, con 6.200 imprese in più (+0,95% rispetto a fine giugno), hanno contribuito per il 28% al bilancio positivo del periodo. Negli ultimi due anni l’edilizia ha visto crescere il numero di imprese di quasi 30mila unità, 6mila delle quali nel solo trimestre luglio-settembre di quest’anno.

A livello territoriale, la dinamica delle costruzioni appare più forte in Campania dove la crescita cumulata del numero di imprese, negli ultimi due anni, è stata del 7% (corrispondente a 4.907 imprese in più). Per quello che riguarda il valore assoluto, l’incremento più elevato è invece appannaggio del Lazio che, con un saldo nei due anni di 5.103 unità, ha messo a segno una crescita cumulata del 5,8%. Sempre in termini percentuali, dopo Campania e Lazio si collocano tre regioni del Mezzogiorno: la Sicilia (+5,3%), la Puglia (+4,8%, + 2.102 il numero delle imprese) e la Sardegna (4%). Per quanto riguarda la Puglia, in particolare, le imprese registrate al 30 settembre 2021 sono 45.506. La variazione assoluta, rispetto al periodo 2019-21 è di 2.102, ovvero il 4,80%.

Le iscrizioni sono state 3.872 a monte delle 2.201 cessazioni. Il saldo trimestrale ammonta a 1671. In totale, le imprese registrate al 30 settembre 2021 sono 387.658 con un tasso di crescita dello 0,43 nel III trimestre 2021 e 0,30 nel III trimestre del 2019. In totale, in Italia, sono state registrate 845.336 imprese, con una variazione asoluta rispetto al periodo 2019-21 di 29.136 (3,52%) Sul buon andamento del saldo si riflette il perdurare della frenata impressa dal Covid alle chiusure di imprese: 40.133 quelle complessivamente registrate fra luglio e settembre, il dato più basso nella serie degli ultimi dieci anni.

La tenuta delle iscrizioni (62.391) ha comunque consentito di registrare a fine settembre un saldo di 22.258 imprese in più rispetto alla fine di giugno, portando lo stock delle imprese a raggiungere il valore di 6.166.416 unità. Il ruolo trainante delle costruzioni per la tenuta del tessuto imprenditoriale – accanto a quello dei servizi, componente essenziale per rispondere all’emergenza pandemica – si avverte distintamente osservando l’andamento del tasso di crescita trimestrale per macro-settori a cavallo degli ultimi due anni. Tra settembre 2019 e settembre 2021 il comparto edile è cresciuto complessivamente di 29.136 unità (+3,5%), secondo solo all’espansione dei servizi a imprese e persone (83mila imprese in più per una crescita complessiva, nel biennio, del 4,2%).

Foto repertorio


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